Cronaca

Invasione colombi, al Boschetto-Migliaro progetto pilota per la mappatura sulla diffusione

Un'iniziativa voluta dall'assessore ai quartieri Francesca Romagnoli e dall'assessore all'Ambiente Simona Pasquali

Emergenza piccioni
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Progetto pilota a Cremona, nel quartiere Boschetto, con un’iniziativa unica in Italia per affrontare la sovrappopolazione dei colombi. Un quartiere che si mette in ascolto dei propri cittadini per dare risposta a un problema sempre più evidente. Al Boschetto e al Migliaro, negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto dimensioni importanti, soprattutto dopo alcuni interventi che hanno spostato le colonie da altre zone della città.

E’ il vicepresidente di quartiere, Franco Pedroni a parlare di questa iniziativa: “Il sondaggio nasce proprio dalla necessità di risolvere questa problematica della sovrappopolazione di colombi nel quartiere. Abbiamo notato che, a seguito di alcuni interventi comunali, la popolazione invasiva si è spostata sia al Boschetto sia al Migliaro”.

Un fenomeno quindi non eliminato, ma redistribuito. Per questo il quartiere ha deciso di dotarsi di uno strumento innovativo: un questionario capace di raccogliere informazioni direttamente da chi vive quotidianamente queste criticità. “Il fatto che due istituzioni molto importanti come il Comune di Cremona e l’Università di Genova abbiano collaborato con noi per sviluppare questo sondaggio, il primo in tutta Italia, significa che il lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni è stato fatto in maniera efficace” continua Pedroni.

Il sondaggio, già in distribuzione, ha un duplice obiettivo: mappare con precisione le aree in cui si concentrano i colombi e capire quali sono i disagi più sentiti dai residenti. “Chiederemo – ha continuato Pedroni – innanzitutto ai cittadini di indicare le vie, per individuare un areale ben preciso sia al Boschetto sia al Migliaro, e poi tutte le conseguenze che questo spostamento ha causato sulla popolazione: quindi i disturbi legati alla presenza dei colombi.”

Dai dati raccolti dipenderanno le prossime azioni. I questionari dovranno essere riconsegnati entro il 30 giugno. “Il sondaggio lo stiamo già distribuendo e verrà restituito entro fine mese. Successivamente – ha chiarito Pedroni – raccoglieremo i dati, che saranno poi presentati al Comune di Cremona con un’analisi realizzata dal professor Albonetti dell’Università di Genova.”

Un lavoro scientifico che si inserisce all’interno di una strategia più ampia, condivisa con l’assessorato all’Ambiente di Simona Pasquali: “Per noi questo questionario è molto importante, anche perché verrà monitorato dal professor Bonetti Alderighi, con il quale abbiamo una collaborazione attiva proprio per arrivare alla stesura del piano anti piccioni- ha spiegato l’assessora.

Un piano che dovrà necessariamente partire dall’ascolto dei cittadini e dall’analisi dei comportamenti degli animali. “È fondamentale capire cosa ci dicono i cittadini – ha continuato Pasquali – dove stazionano i piccioni, dove si formano le colonie e come si spostano. Perché quando vengono allontanati da una zona, semplicemente si trasferiscono in un’altra. Quindi dobbiamo comprendere bene le movimentazioni per poter intervenire in modo efficace, ma sempre nel pieno rispetto degli animali”.

Ma quello del Boschetto è anche un esperimento più ampio di partecipazione civica. Accanto al sondaggio sui colombi, infatti, è stato avviato un secondo questionario dedicato alla qualità della vita nel quartiere. “Ricordiamo che questo sondaggio sui piccioni è il primo in Italia. Parte proprio da un quartiere dove si è rilevata una presenza significativa di volatili” spiega l’assessore ai quartieri, Francesca Romagnoli.

Un’iniziativa che si affianca a un’indagine più generale sulle esigenze dei residenti. “L’obiettivo è capire cosa pensano i cittadini delle zone in cui abitano. Il questionario è diviso per fasce d’età e per genere proprio per avere un quadro il più completo possibile”.

I risultati serviranno a orientare le scelte future, sia del Comune sia dei comitati di quartiere. “Serve per programmare attività, ma anche per individuare quali sono i luoghi più attenzionati dai cittadini. A volte l’amministrazione ha delle priorità diverse, mentre i residenti segnalano altre necessità” ha spiegato Romagnoli.

“L’obiettivo finale è migliorare la vita nei quartieri: dalla socialità alle manutenzioni, fino al recupero di quelle aree che oggi sono meno vissute o più trascurate. Un doppio percorso quindi: da un lato la gestione di un problema ambientale concreto, dall’altro l’ascolto diretto dei cittadini per rendere il quartiere più vivibile” ha chiosato Romagnoli.

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