Torna in libreria “La messa dell’uomo disarmato”, il capolavoro di don Luisito Bianchi
ll romanzo di oltre 800 pagine del sacerdote di Vescovato torna in libreria con Ares: una saga sulla Resistenza e sulla dignità umana, definita “memoriale vivo” dal sindaco Virgilio e lettura necessaria per le nuove generazioni
Un romanzo che attraversa la storia. Torna in libreria il monumentale libro di più di 800 pagine di Don Luisito Bianchi, il sacerdote nato a Vescovato quasi 100 anni fa. Edito da Ares, “La messa dell’uomo disarmato” è stato presentato in Comune. Il sindaco di Cremona Virgilio lo ha definito un memoriale vivo come la Resistenza.
Il vescovo Mons. Antonio Napolioni lo ricorda come una lettura che muove alla misericordia. Don Luisito, seminarista durante la resistenza e poi prete operaio, traduttore e cappellano, negli anni ’70 scrisse quello che può essere inteso come una testimonianza di gratuità e di fede, che parla ancora alle nuove generazioni. Da qui la necessità di ristamparlo, come ci dice il poeta e direttore editoriale di Ares, Alessandro Rivali: “La messa dell’uomo disarmato è un libro straordinario che entra nella grande scia dei romanzi storici che vanno da Manzoni fino a “Canale Mussolini” ed è una saga indimenticabile per l’afflato lirico e anche per il senso epico delle cose che racconta. È un libro sulla capacità di resistere anche nei momenti più atroci della storia. Questa è la grandezza di Luisito Bianchi che ci interroga su come restare uomini anche nei momenti più difficili. Nel caso concreto il suo zoom è su quel biennio tragicissimo 1943-45 che fu uno spartiacque della nostra storia”.
Si dovrebbe promuoverne la lettura?
“Certo! Questo è un grande romanzo che andrebbe letto in tutte le scuole italiane”.
Il progetto ha avuto il sostegno di Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana come ci dice il presidente Franco Aliprandi: “Noi abbiamo potuto abbracciare questo progetto all’inizio degli anni 2000 quando il nostro direttore di allora ha letto il Sole24Ore e ha visto che “La messa dell’uomo disarmato” era considerato un caso letterario, uno dei migliori romanzi sulla Resistenza, qualcosa di veramente stupefacente. A questo punto abbiamo contattato Don Luisito, che ancora era in vita e abitava a Vescovato. La sede della Fondazione della Cassa Padana è lì a Leno, abbiamo voluto incontrarlo e quindi è nata un’amicizia, è nata una stima e la disponibilità da parte della Fondazione a promuovere le opere, gli scritti, tanti ancora inediti di questo grande personaggio”.