Cultura e spettacoli

Trilok Gurtu incanta l’Auditorium del Museo del Violino: CremonaJazz chiude con un grande successo

Si è conclusa giovedì sera nell’Auditorium G. Arvedi la rassegna CremonaJazz con un progetto in prima assoluta curato dal percussionista indiano Trilok Gurtu, che insieme a tre musicisti ha conquistato il pubblico

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Il progetto presentato in prima assoluta nella città del Torrazzo ha concluso giovedì sera la rassegna CremonaJazz, promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends. Per il finale, il direttore artistico Roberto Codazzi ha portato nell’Auditorium G. Arvedi un gruppo capace di fondere tradizioni sonore diverse creando contaminazioni tra world music, jazz ed elementi classici.

Protagonista il prodigioso percussionista indiano Trilok Gurtu, in scena con Rita Marcotulli (pianoforte/tastiere), Carlo Cantini (violino) e Giorgio Panico (basso), per una serata ritmata fra composizioni e improvvisazioni.

Il gruppo ha rivisitato i classici di Trilok Gurtu con percussioni ancestrali, fra arrangiamenti audaci di pezzi quali Glimpse, Believe e Spellbound, fino a brani di Marcotulli e Cantini arrangiati appositamente per questa lineup. Così il groove africano ha incontrato l’elettronica moderna, in un proficuo cortocircuito musicale.

“La musica è una, possiamo dividerla in categorie come l’indiana come il jazz, ma in realtà è una -ha spiegato Gurtu alla stampa- perciò se il “vocabolario” di un artista è ampio, le categorie divisive diminuiscono e si riesce semplicemente a suonare, che poi è ciò che amo fare”. Una sintesi racchiusa nel ventaglio di percussioni in sala, dai piatti alla tabla fino a ipnotici strumenti etnici, cui l’artista ha dato vita con incredibile destrezza.

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