Cronaca

Piccoli ingegneri aerospaziali crescono: i ragazzi dell’Aselli tra i vincitori a Torino

Il team cremonese era inoltre il più giovane, per età media, tra i 13 finalisti nazionali, e l’unico lombardo insieme a una scuola brianzola

Il servizio di CR1

Prendi una buona dose di nuova tecnologia, un computer alla “Ritorno al futuro”, una nuova intelligenza artificiale e tanta voglia di scoprire il mondo da un’altra prospettiva.
Il risultato? Cremona vola, a modo suo, nello spazio, grazie a un gruppo affiatato di studenti.
Sono i giovanissimi del liceo Aselli, protagonisti della finale nazionale del progetto CanSat – progetto lanciato dall’ESA, l’Agenzia spaziale Europea, e dall’ASI, la sua controparte italiana – andata in scena a fine maggio al Planetario di Torino.
Michele, Giulio, Luca e Alessandro hanno realizzato un minisatellite perfettamente funzionante, lanciato ad alta quota per raccogliere dati atmosferici. Un sistema complesso racchiuso in un oggetto grande quanto una lattina, che è valso al Team 404 il premio per la miglior realizzazione tecnica.

“Il nostro progetto era quello di misurare durante il volo il maggior numero possibile di caratteristiche e grandezze atmosferiche – spiega Luca Bresciani, studente di quinta e team leader – per poi analizzarle con intelligenza artificiale e realizzare diverse applicazioni, anche previsioni meteo. A Torino siamo riusciti a farlo senza alcun intoppo: il lancio è andato bene, abbiamo avuto una trasmissione costante dei dati telemetrici e la telemetria è stata memorizzata in tempo reale dal satellite. Alla fine abbiamo potuto svolgere tutte le analisi previste. In questi mesi abbiamo concretizzato il progetto, stampando in 3D gli ultimi pezzi, aggiungendo i componenti elettronici mancanti e implementando tutto senza problemi, ottenendo un sistema che ha funzionato davvero”.

“Ho realizzato un modello basato su algoritmi di memoria a lungo e a breve termine – racconta Giulio Gaiardi, giovane ‘papà’ dell’IA del minisatellite – che ci ha permesso di passare da una previsione a 4 ore a una a 12 ore, con un’accuratezza elevatissima per il sito di lancio di Pino Torinese. Utilizziamo uno storico di circa 120 ore di dati, scaricati da un’API esterna chiamata OpenMeteo, che uniamo alle misurazioni del satellite. In questo modo il modello impara i pattern degli ultimi cinque giorni e produce una previsione a 12 ore su 35 indici, tra cui inquinanti e parametri meteorologici e sinottici”.

Un’intelligenza artificiale che può già trovare applicazione in diversi ambiti, anche a beneficio della collettività.

“Abbiamo iniziato a confrontarci con l’assessore alla Protezione civile di Cremona e con il sindaco – prosegue Gaiardi – per un nuovo modello di IA che analizza non più 35 indici ma 135, con una buona precisione. Potrebbe essere utilizzato in qualsiasi città: basta avere i dati per addestrarlo”.

Il software, però, aveva bisogno di una componente fisica. A occuparsene è stato Alessandro Moretti.

“La nostra idea era partire da semplici componenti elettroniche e costruire un vero e proprio computer – spiega – così da non affidarci a dispositivi commerciali come Apple o HP, ma creare qualcosa di interamente nostro. Il cuore del sistema è un Raspberry Pi 5, alimentato da un power bank, inserito in una struttura progettata e realizzata da noi. Ho disegnato in AutoCAD e stampato in 3D tutte le parti, integrando nella valigetta il computer che raccoglie i dati tramite la dashboard”.

Il team cremonese era inoltre il più giovane, per età media, tra i 13 finalisti nazionali, e l’unico lombardo insieme a una scuola brianzola. A sostenerli la docente di informatica Romina Bini. Tanto l’impegno, anche extrascolastico, per un progetto 4.0 che parte dai più giovani: perché, se da soli si può fare molto, in squadra si ottiene il meglio.

“È stata un’esperienza fantastica – conferma Michele Galli, social media manager del team –. La gara era divisa in due fasi, quella di volo e quella di presentazione, e in entrambe siamo molto soddisfatti. Al di là del risultato – abbiamo sfiorato la vittoria – è stata preziosa l’esperienza a Torino: le uscite serali, le amicizie, i contatti con le altre squadre. Eravamo 13 team da tutta Italia e abbiamo conosciuto ragazzi appassionati di aerospazio, informatica e tecnologia”.

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