Quarant’anni dalla fondazione, il Cavec festeggia esponendo 83 prestigiosi modelli
Un sabato pomeriggio imperdibile per i tanti appassionati di auto e moto d'epoca. Tra i modelli che hanno attirato l'attenzione, la Lancia del film "Il Sorpasso"
Il centro di Cremona impreziosito da rare vetture d’epoca per festeggiare i 40 anni del Cavec, il club dei veicoli d’epoca di Cremona. Tra corso Campi e corso Garibaldi, un sabato pomeriggio davvero imperdibile per i tanti estimatori delle auto e moto d’epoca. Ben 83 modelli hanno attirato l’attenzione, tra la Jaguar di Diabolica e la Lancia del film “Il Sorpasso”.
Carrozzerie modificate, elaborazioni, interni lussuosi, soluzioni ardite. La Fiat del 1950 appartenuta a Pietro Negroni con le sue portiere avveniristiche e gli invitanti sedili in panno. L’indimenticabile Alfetta 1.800 della Polizia arrivata dall’autocentro di Milano, poi Giardinette, Topolino, Cabriolet, Spider. Sul simbolo dell’evento è il numero di emergenza antiviolenza 1522.
“Riusciamo ad animare la città”, ha detto Claudio Pugnoli, presidente del Cavec, “e ciò vuol dire che la gente apprezza e capisce l’importanza di salvaguardare questi pezzi storici e che la cultura delle moto e delle auto e dei mezzi d’epoca vale ancora qualcosa”.

Orgogliosi i proprietari. Una Lancia Ardea del 1951, quarta serie, cambio a cinque marce, 905 di cilindrata, faceva i 105 km all’ora ed è stato uno dei più grossi successi commerciali della Lancia. E’ una Spiderina inglese, una MG modello TC, è una macchina che è stata fatta dal 1945 al 1949, è una delle ultimissime, modello 1949.
Ne sono state portate molte negli Stati Uniti dai piloti americani che sono venuti in Europa per la guerra e si sono riportate queste macchine verso gli Stati Uniti. C’è poi una Lancia Aurelia B24S del 1957 che oltre ad essere una piacevolissima e bellissima auto ha raggiunto il picco della notorietà con il film Il Sorpasso interpretato da Vittorio Gassman e Jean-Louis Xavier Trintignant. “Anche se, e lo dico con piacere”, ha commentato uno dei proprietari di auto storiche, “quando poi l’auto cade nel burrone non hanno sacrificato una Aurelia B24, ma hanno buttato giù una Giulietta Spider”.