Cronaca

Tpl, Piloni: “Uscita di Regione Lombardia è passo indietro che debilita il sistema”

Il consigliere Dem interviene sulla decisione di Regione Lombardia di uscire dall’Agenzia del Tpl Cremona-Mantova

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“L’uscita di Regione Lombardia dall’Agenzia del Tpl Cremona-Mantova è una scelta che conferma un progressivo arretramento del ruolo regionale nella governance del trasporto pubblico locale, con il rischio concreto di rendere il sistema più frammentato e meno efficace. Di fatto, lasciando soli i territori”: a lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni a seguito della recente delibera la giunta comunale di Cremona che ha formalizzato l’adeguamento dello Statuto dell’agenzia del TPL alle ultime norme regionali.

“Le Agenzie del Tpl – prosegue Piloni – nascono per garantire una regia unitaria, capace di programmare, coordinare e controllare il servizio di trasporto pubblico su scala territoriale. L’uscita della Regione da questi organismi non è un dettaglio tecnico, ma una scelta politica che incide direttamente sulla qualità della governance”.

Secondo il consigliere dem, il rischio principale è che si consolidi “un sistema a geometria variabile, dove aumentano le responsabilità dei Comuni e delle realtà locali, senza un adeguato rafforzamento delle strutture di coordinamento e senza una regia regionale forte e presente”.

Piloni sottolinea, inoltre, come le modifiche approvate, che prevedono anche l’ingresso di nuovi Comuni come Crema e l’allargamento della compagine territoriale, “non compensano l’assenza della Regione, che rappresentava un elemento di garanzia e di equilibrio nel sistema e che invece in questo modo scarica le responsabilità economiche e gestionali sugli enti locali, già in difficoltà nel garantire adeguati livelli di servizio”.

“Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale che richiede programmazione stabile, investimenti e una governance chiara – aggiunge Piloni -. Non si può pensare che la semplice redistribuzione delle quote tra enti locali possa sostituire il ruolo di indirizzo e coordinamento regionale”.

“Servirebbero invece più risorse, più personale e più capacità di programmazione integrata – conclude il consigliere dem – non riforme che ne indeboliscono la governance e ne aumentano la complessità, scaricando sui territori le criticità organizzative e finanziarie”.

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