Politica

Cibo “Made in Italy” ma solo a metà: Cremona chiede più trasparenza

Approvata in Consiglio Comunale la mozione di Andrea Segalini (Cremona sei tu) sulla "lavorazione sostanziale", con un emendamento di Fratelli d'Italia

Andrea Segalini
Fill-1

Valorizzazione delle produzioni alimentari ed agricole locali, con particolare riferimento al territorio cremonese, modificando la normativa europea che prevede, nel caso alla produzione contribuiscano più Paesi, che l’origine sia attribuita a quello dove è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale.

Con questi scopi, a tutela sia dei produttori che dei consumatori – il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione di Andrea Segalini (Cremona sei tu) che impegna la Giunta a a farsi promotrice presso ANCI nazionale e ANCI Lombardia e presso gli organismi superiori, “di un tavolo di confronto sul tema dell’origine dei prodotti agroalimentari, finalizzato a sostenere una proposta di revisione della disciplina europea dell’origine non preferenziale, con specifico riferimento ai prodotti agricoli e alimentari”. Vengono sollecitate inoltre iniziative di sensibilizzazione sul territorio, anche in collaborazione con associazioni di categoria e organizzazioni dei consumatori, per favorire una maggiore consapevolezza sull’origine dei prodotti alimentari e sulla filiera locale.

Quello che spesso accade ora è che un prodotto le cui materie prime provengono da Paesi terzi ma sono trasformate in Italia, possa fregiarsi dell’etichetta “Made in Italy“. Le produzioni agroalimentari sono particolarmente prive di tutela, con la conseguenza che “fenomeni di evocazione dell’origine italiana, in presenza di ingredienti prevalentemente esteri, possono determinare effetti distorsivi della concorrenza, incidendo negativamente sui produttori che sostengono costi maggiori per garantire una filiera integralmente autoctona.

“Una maggiore coerenza tra disciplina doganale dell’origine e normativa sull’informazione al consumatore potrebbe rafforzare la trasparenza del mercato, la fiducia dei cittadini e la tutela delle produzioni territoriali”.

Il testo originario è stato emendato da Fratelli d’Italia, come ha spiegato il capogruppo Marco Olzi: “Non intendiamo modificare l’impianto della mozione, ma rafforzarne l’efficacia e renderla immediatamente applicabile, valorizzando strumenti che l’ordinamento europeo già mette oggi a disposizione. Abbiamo proposto due richiami normativi che riteniamo particolarmente significativi.

Marco Olzi

“Il primo riguarda l’articolo 36 del Regolamento (UE) 1169/2011, che disciplina le informazioni volontarie riportate in etichetta. Si tratta di uno strumento già disponibile per gli operatori del settore alimentare e che consente di fornire ai consumatori informazioni aggiuntive, purché rispettino principi fondamentali: devono essere veritiere, non ambigue, non ingannevoli e non devono generare confusione.

“Il secondo riferimento riguarda il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775, con il quale il legislatore europeo è intervenuto per disciplinare l’indicazione dell’origine dell’ingrediente primario nei casi in cui il consumatore possa essere indotto ad associare il prodotto a uno specifico territorio.

“Questo passaggio è importante perché evidenzia come il tema della trasparenza dell’origine sia già riconosciuto a livello europeo come un elemento centrale per garantire correttezza dell’informazione e tutela del consumatore.

“Proprio per questo proponiamo anche di integrare il dispositivo finale della mozione con un impegno concreto: farsi promotori presso enti, istituzioni e associazioni della filiera agroalimentare del territorio di attività di diffusione e sensibilizzazione sull’utilizzo delle indicazioni volontarie previste dall’articolo 36 del Regolamento 1169/2011.

“Mentre eventuali modifiche alla disciplina europea sull’origine non preferenziale richiedono tempi lunghi e processi istituzionali complessi, la valorizzazione delle informazioni volontarie in etichetta è uno strumento già immediatamente utilizzabile.

“Questo significa dare ai produttori un’opportunità concreta per distinguere e valorizzare la qualità delle proprie produzioni, e allo stesso tempo offrire ai cittadini strumenti aggiuntivi per compiere scelte d’acquisto più consapevoli.

“L’obiettivo dell’emendamento, quindi, non è introdurre nuovi obblighi, ma promuovere una cultura della trasparenza, della responsabilità e della valorizzazione del territorio, facendo leva su strumenti già previsti dalla normativa vigente”, ha concluso Olzi.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...