Al CrForma di Cremona è tempo di esami: i ragazzi preparano un menù tutto vegano
Il tutto, reso possibile grazie al supporto dei docenti e di professionisti esterni, nasce da un progetto che la scuola ha introdotto quest’anno per la prima volta
Una decina di portate, tra antipasti, primi, secondi e dessert. Tutte diverse, ma unite da un unico fattore comune: l’assenza totale di ingredienti di origine animale.
È vegano, infatti, il nuovo e particolarissimo menù ideato, studiato e realizzato da una decina di studenti e studentesse del quarto anno del CR Forma, indirizzi cucina e sala, come prova conclusiva prima della fine del percorso scolastico.
La produzione del menù, resa possibile grazie al supporto dei docenti interni e di professionisti esterni – tra loro anche la chef Laura Tallarini -, nasce da un progetto che la scuola professionale di via Cesari ha introdotto quest’anno per la prima volta.
“Abbiamo lanciato loro una sfida, che in parte è stata una sfida anche per noi – racconta Giulia Lazzari, coordinatrice del settore ristorazione di CrForma Cremona –: realizzare un menù interamente vegetale che rispecchiasse alcuni dei pilastri che cerchiamo di trasmettere, come sostenibilità, ecosostenibilità e tracciabilità dei prodotti. Come hanno reagito i ragazzi? All’inizio con stupore, poi con un lungo lavoro di ricerca, anche grazie ai docenti coinvolti nel percorso. Il risultato è eccellente: hanno fatto un ottimo lavoro”.
A confermarlo è anche il “capo brigata”, Fabio Samuele Piccinà: “Questo menù è nato perché ci è stata data la consegna di creare un menù vegano e sostenibile per l’esame. Ci siamo messi in gioco e abbiamo lavorato molto: tutto ciò che utilizziamo è vegano, e dietro c’è stato davvero un grande lavoro”.
Sulla stessa linea la direttrice di sede, Daniela Masucci: “Il progetto è stato una sfida, ma anche una risorsa e un’opportunità. Da circa due anni stiamo riprogettando il settore ristorazione, lavorando su temi come sostenibilità ambientale, biodiversità, rispetto e conoscenza del territorio. Abbiamo proposto questa sfida ai ragazzi e loro l’hanno colta con grande impegno”.
Un percorso che, per i giovani, rappresenta a tutti gli effetti una sorta di “maturità anticipata”, svolta con una decina di giorni d’anticipo rispetto ai coetanei.
Piccoli chef e camerieri crescono, con lo sguardo già rivolto alle imminenti esperienze lavorative.
“Vorremmo augurare ai ragazzi di Quarta – aggiunge Lazzari – di conservare nello ‘zaino delle esperienze‘ tutto ciò che abbiamo cercato di donare loro in questi quattro anni. Speriamo che possano diventare, restando in tema, dei germogli da annaffiare, destinati a trasformarsi in piante bellissime”.
“Proviamo estrema soddisfazione – conclude Masucci – e anche orgoglio per il percorso che hanno fatto. Le risorse sono tutte loro: devono avere fiducia in ciò che sanno fare e portarlo al meglio nel loro mestiere. Ora le strade sono aperte”.


