Politica

Tanta Robba Festival 2026, Vittoria Loffi replica a Portesani

Prosegue il dibattito politico sulla kermesse musicale estiva. La consigliera del Pd attacca: "coinvolgimento strumentale alla polemica"

Vittoria Loffi
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Continua il dibattito politico sul Tanta Robba Festival: dopo la polemica aperta dal consigliere comunale Alessandro Portesani (Novità a Cremona), che ha annunciato un’interrogazione in merito, non si fa attendere la replica della maggioranza.

A intervenire è è Vittoria Loffi (Pd): “E’ ora che il collega Portesani la smetta con la meta-politica e la post verità” attacca in una nota. “Sono stata informata della volontà di presentare l’interrogazione con un messaggio questa mattina. Non esattamente un “confronto preliminare”, che in virtù delle modalità, non esisterà in alcun modo”.

Per Loffi, “questo supposto coinvolgimento risulta strumentale alla polemica che si vuole evidentemente portare avanti. E allora diventa difficile non far notare al Collega Portesani, ricorrendo alle stesse modalità mezzo stampa, alcuni passaggi: Il Collega indaga sulle scelte artistiche di un Festival, sollevando temi relativi alla parità di genere e al rispetto delle donne, ma senza “invocare nessuna censura”.

Eppure, quella censura che di fatto sottilmente si chiede al Comune viene fatta dal Governo a cui lui fa ideologicamente riferimento, proprio sugli stessi temi e di cui ora, con il Ddl Valditara, non si potrà parlare nelle scuole, se non in quelle di secondo grado e con il consenso dei genitori. E’ l’ipocrisia della destra: a livello nazionale rivendica la vittoria contro “la propaganda gender”, vietando l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole e celebrando soprattutto l’aver restituito ai genitori il diritto di decidere per i propri figli, gli unici che dovrebbero, secondo loro, diritto di parola su questi temi.

E poi, sul locale, si invoca l’intervento proprio di quelle Istituzioni che il nazionale esclude sugli stessi temi paritari. Nessuna polemica, per far polemica, sembra essere la linea di azione del Collega, che si dimostra “femminista” con le istanze degli altri. Chi ha a cuore questi temi li approfondisce, li segue, e li accompagna all’interno della società e delle istituzioni.

Non li usa come carta da giocare sporadicamente per poter provare a fare notizia. Vorrei suggerire al consigliere Portesani che la mancanza di rispetto con cui rilascia dichiarazioni targhettizzando esattamente le colleghe consigliere e raccontando una realtà che non esiste, è essa stessa una forma di triangolazione e violenza. Fosse un tema che lo smuove davvero, valuterebbe modalità di azione differenti. E si relazionerebbe, con le stesse colleghe, in modo diverso.

Non c’è credibilità in chi sfrutta questi temi per propaganda, da una coalizione che a livello nazionale favorisce il continuo arretramento dei diritti delle donne” conclude la consigliera.

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