Cremonese, Botturi si presenta: “Allenatore la prossima settimana, giovani nel progetto”
Presentato al Centro Sportivo Arvedi il nuovo ds della Cremonese: "Vogliamo essere competitivi". Stuckler parte della squadra e linea verde confermata
È iniziata ufficialmente l’era di Christian Botturi alla Cremonese. Il nuovo direttore sportivo grigiorosso è stato presentato oggi, venerdì 12 giugno, al Centro Sportivo Giovanni Arvedi. Ad aprire la conferenza stampa è stato il direttore generale Paolo Armenia.
“Ringraziamo e salutiamo Simone Giacchetta, sono stati cinque anni importanti, con risultati di spicco. È giusto salutarlo per quello che ha fatto con professionalità e serietà. Per la prossima stagione partiremo con grande fiducia ed energia, lasciandoci alle spalle la retrocessione. Botturi è stata una scelta equilibrata, il suo è un percorso ad ampio raggio, da osservatore a direttore sportivo, ha una visione a 360 gradi. Ha carisma, personalità, carattere ed energia positiva. La Cremonese vuole costruire una squadra dotata di elementi provenienti dalla rosa attuale, che abbiano voglia di sposare il nostro progetto. Chi non vuole farne parte basta che lo dica e che porti una società che dovrà fornire un giusto indennizzo. Vogliamo giocatori motivati, a completare la rosa ci saranno giovani importanti. La Cremonese vuole aprire una strada nuova. Ad esempio Stuckler farà parte della nostra squadra. Quella dei giovani è una strada che la Cremonese vuole intraprendere perché portano patrimonio e sostenibilità. La Cremonese deve cominciare a essere sostenibile, diminuendo l’apporto economico della famiglia Arvedi. L’obiettivo è quello di fare un buon campionato, siamo consci delle difficoltà che una squadra che retrocede si porta dietro. C’è poi il tema della comunicazione: abbiamo aperto una riflessione. La Cremonese continuerà a comunicare con sobrietà ed equilibrio, ma tutte le persone sono a vostra disposizione sempre con l’obiettivo di sostenere la Cremonese”.
Successivamente ha preso la parola Christian Botturi: “Stamattina nel viaggio da Brescia a Cremona stavo pensando che essere chiamati, ascoltati e scelti non capita spesso, soprattutto quando a farlo è una società come la Cremonese, una società di cultura con una proprietà importante. Grazie al Cavalier Arvedi per avermi dato la possibilità di lavorare qui, riconosco l’importanza della piazza. Comunque vada qui a Cremona, mi ricorderò per sempre la stretta di mano del Cavalier Arvedi. Ho percepito l’amore che prova per la Cremonese. Entro in un momento emotivamente particolare, il passato è passato, oggi dobbiamo concentrarci sulla nuova Cremonese. Prima di tutto dobbiamo essere competitivi, dobbiamo rappresentare una proprietà vincente. Questa mentalità devo trasmetterla. Poi è fondamentale la valorizzazione dei giocatori che fanno parte della Cremonese. Noi vogliamo trattenere chi capisce la nuova strada che vogliamo intraprendere. Il campionato di Serie B è lungo e difficile, servono giocatori mentalizzati. La proprietà mi ha chiesto di lavorare sugli under e sui ragazzi giovani del settore giovanile. Stuckler farà parte della prima squadra, ma non mi vincolo solo a lui: dobbiamo essere convinti internamente anche su altri giovani come Gabbiani, Triacca, Lottici Tessadri. Per unire questi fattori servono i valori. Questa società li trasmette tutti i giorni e mi piacerebbe che si respirassero sempre di più. Sento energia e sono positivo. Vi prometto che quando entreremo in campo quei valori saranno tratti distintivi”.
Avete sciolto il nodo allenatore?
“Ieri ho incontrato Giampaolo. Al di là della chiacchierata non entro nello specifico. Mi riservo questo weekend per condividere l’incontro che ho avuto anche con la proprietà. La scelta dell’allenatore è fondamentale”.
A livello di rosa avete già avuto modo di confrontarvi con alcuni giocatori?
“Si stanno riposando dopo la stagione. C’è stato qualche contatto con giocatori e agenti, ma prima serve l’allenatore. Non ho approfondito la parte tecnica. Sono conscio che la Cremonese abbia già uno zoccolo duro. La proprietà è stata chiara: prima facciamo l’allenatore. Settimana prossima lo sceglieremo”.
Dall’esterno come si percepisce la realtà della Cremonese?
“È una delle poche società strutturate dove si può avviare un progetto a lungo termine. Al giorno d’oggi avere una proprietà che ama la società è raro. Il Cavalier Arvedi ama la Cremonese e questo amore lo trasmette. Qui sono passati giocatori che hanno scritto la storia del calcio italiano. Mi sento una grossa responsabilità, ma sono anche orgoglioso”.
Cosa porta a Cremona dell’esperienza vissuta a Mantova?
“Ogni esperienza è diversa, ma mi ha insegnato che c’è sempre la possibilità di migliorare. Vengo da un’esperienza completamente diversa. Quello che non voglio fare è snaturarmi: ho le mie caratteristiche, so che devo imparare tanto e qui sono sicuro di poter migliorare”.
A livello di comunicazione pensa che potrà esserci maggiore confronto?
“Io mi occupo della parte tecnica. Rappresento una società e le regole le decide la società. Avermi scelto è una linea diversa dal passato. Dirò sempre la verità e mi prenderò sempre le mie responsabilità. Questa non è una piazza come le altre, il tifoso cremonese si sente davvero cremonese”.
Ha avuto richieste anche da Spezia e Sudtirol. Cosa l’ha spinta ad accettare Cremona?
“Nello scorso weekend sono stato contattato dal Cavalier Arvedi che mi ha chiesto se fossi felice di diventare il nuovo direttore sportivo. Io ero già solo onorato di essere di fronte a lui. La Cremonese è stata la mia priorità. L’ho accettata perché ha qualcosa di diverso”.
Servirà un allenatore che possa valorizzare i giovani?
“Con la società abbiamo creato un identikit dell’allenatore. Serve chi da subito creda nei giovani e abbia la voglia di capirli. Anche la piazza dovrà comprenderlo. La Cremonese non vuole far bene, deve far bene. In questo percorso ci sono i giovani. Qui c’è una proprietà vincente e con dei valori”.
Come vede il campionato di Serie B? Sta seguendo i Mondiali per club?
“Sono stato talmente preso che mi sono reso conto soltanto stamattina dell’inizio dei Mondiali. Tra poco però andranno attenzionati i nostri giocatori Thorsby e Sanabria. La Serie B è molto equilibrata e difficile. È un campionato che va affrontato con la giusta sintonia mentale. Ogni squadra che affronterà la Cremonese avrà il coltello tra i denti. La taratura mentale dovrà essere importante”.
Pensa di allestire una rosa italiana o si guarderà anche all’estero?
“Senza allenatore è difficile dirlo. Monitoreremo sia giocatori italiani sia campionati esteri”.
Quali sono concretamente gli obiettivi?
“La proprietà è vincente. La squadra sarà un mix di giovani e giocatori esperti. Vogliamo creare una base sulla quale lavorare nel tempo. Iniziamo a tenere i piedi per terra, spero di dimostrare di essere già entrato nel sistema. Poi capiremo gli obiettivi sportivi della stagione, ma sicuramente saremo competitivi”.