A Gaza la guerra continua: la testimonianza dei sanitari palestinesi a Cremona
Medici e operatori hanno raccontato la devastazione a Gaza e il sacrificio dei sanitari dietro una "finta tregua" giovedì sera in sala Avis con Paolo Bodini, Siria Garattini di Sanitari per Gaza e Raed Almajdalawi di PalMed
Una tregua fittizia, che forse consente all’Occidente di dormire sonni più tranquilli, ma che cela una situazione sempre più drammatica a Gaza, dove dal 7 ottobre 2023 ad oggi hanno perso la vita circa 73mila persone (e oltre 15mila risultano disperse sotto le macerie) di cui 20mila bambini.
Testimonianze dirette di come si sopravvive nello stretto lembo di terra teatro di 80 anni di guerra, sono arrivate ieri sera durante l’incontro presso l’Avis di via Massarotti alla presenza dei medici Siria Garattini, in rappresentanza di “Sanitari per Gaza” e Raed Almajdalawi, per “PalMed Italia”, associazione che raggruppa migliaia di operatori sanitari palestinesi operanti in Europa, attiva nell’inviare in loco personale medico volontario, raccogliere e inviare attrezzature mediche tramite l’Oms e altri canali e sensibilizzare sulla crisi umanitaria in corso.
A introdurre gli ospiti, il dottor Paolo Bodini, conoscitore del dramma palestinese anche per essere stato di persona in Israele con gli Enti Locali per la Pace durante il suo mandato di sindaco di Cremona nel 2000.
“Siamo qui a parlare di una tragedia che nasce il 14 maggio del 1948 e mi sembra incredibile che siano passati 78 anni in cui nessuno è stato capace, o forse nessuno ha veramente voluto, trovare una soluzione per questo conflitto, che è il punto di attrito centrale per il mondo occidentale e per il mondo islamico”, ha detto.
“Non giustifico in alcun modo l’eccidio compiuto dai terroristi di Hamas con l’uccisione di oltre 1.200 israeliani, ma ciò che è successo dopo, sotto gli occhi sempre più increduli del mondo, è qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai immaginato. 70.000 morti accertate, con più di 20.000 bambini, senza contare coloro, senza numero e senza nome, che ancora si trovano sotto le macerie. Una politica coloniale di sterminio che si pensava fosse impossibile percorrere”.
“Il mondo si è voltato dall’altra parte e ha permesso ad Israele di portare avanti una guerra di sterminio che nulla ha a che vedere con la lotta al terrorismo”, ha continuato Bodini, “purtroppo noi che spesso ci riempiamo la bocca dei valori dell’Occidente abbiamo proprio nel cosiddetto Occidente il massimo responsabile di queste situazioni”, in riferimento tra l’altro alle politiche degli Usa e alla delegittimazione degli organismi sovranazionali come Onu e Corte di Giustizia.
Bodini ha poi parlato di “distruzione del sistema sanitario a Gaza, che non è stato un ‘effetto collaterale’, ma una strage pianificata e deliberatamente perseguita”, ha detto citando un articolo di Lancet. Fino allo scorso ottobre, data di pubblicazione dell’articolo, Israele aveva condotto circa 800 attacchi su strutture sanitarie con distruzione totale o comunque oltre il 90% di esse, senza nessuna prova documentata internazionalmente che gli ospedali e gli ambulatori distrutti fossero rifugio di Hamas. Lo stesso articolo affermava che una strage di sanitari simile a quella di Gaza non si era mai verificata nella storia, e che si trattava di una violazione palese dei più elementari principi umanitari internazionali.
Il presidente di PalMed, Raed Almajdalawi, nato e vissuto a Gaza e da quasi 30 anni in Italia, ha raccontato come vivono gli sfollati, dipingendo una situazione drammatica documentata dallo scorrere di immagini, a cominciare dai primi bombardamenti dell’ospedale Battista in quello stesso ottobre 2023, e poi case che bruciano con gli occupanti intrappolati, tendopoli senza acqua, igiene inesistente, bambini denutriti e malati. Non solo a causa dei traumi della guerra: sono migliaia i malati cronici, gli oncologici, i diabetici, che hanno dovuto interrompere le cure. Intrappolati nella loro stessa striscia di terra perchè non possono essere evacuati: l’esercito israeliano consente solo 6 evacuazioni al giorno per ragioni sanitarie, l’Italia è il Paese che finora ne ha accolti di più, 196 circa, molti bambini, ma si tratta di una goccia nel mare.
Presente in sala anche il padre di un bimbo scampato per miracolo alla morte dopo essere stato colpito alla testa dalle schegge di una bomba, ma rimasto semiparalizzato e privo di parola: da lui la testimonianza più toccante della serata. Il piccolo è tuttora ricoverato ai Civili di Brescia.
L’intervento della dottoressa Siria Garattini ha messo in luce le iniziative di sensibilizzazione del movimento “Sanitari per Gaza”: “La rete nazionale è nata a dicembre 2023 in modo del tutto informale e forse vi chiederete com’è che già allora i sanitari abbiano pensato di organizzarsi a sostegno della popolazione palestinese. E’ stato subito chiaro come in Gaza stesse succedendo qualcosa che non avevamo mai visto”.
“Il primo obiettivo che ci eravamo dati era quello di sollecitare gli ordini professionali perché prendessero posizione nei confronti di quanto stava succedendo ma anche di creare una rete di alleanze usando uno dei pochi strumenti che abbiamo della società civile in maniera pacifica che è quello del boicottaggio: e poi ovviamente sostenere il sistema sanitario di Gaza”. Boicottaggio a cominciare da Teva, multinazionale israeliana dei farmaci generici, ma non solo. Il movimento collabora strettamente con PalMed nella raccolta fondi e nel tenere viva l’attenzione sociale sui fatti di Gaza partecipando ad eventi di piazza e svolgendo presidi.
La serata si è conclusa con gli interventi di Tina Maffezzoni (gruppo Paladine per la Palestina e referente del Global Movement to Gaza) che ha ricordato il prossimo incontro sul tema al teatro Filo, martedi 16 giugno alle 18:30, con l’ex presidente di Medici senza Frontiere Italia Loris De Filippi; quindi il sindaco di Castelvetro Silvia Granata e la presidente di Pax Christi Cremona Carla Bellani.
Tra il pubblico, Paola Tacchini, consigliera comunale M5S e animatrice dei presidi settimanali pro Gaza; Marco Pezzoni degli Stati Generali Clima Ambiente e Salute, alcuni sanitari anestesisti dell’ospedale Maggiore, Michele Cataldo e Francesca Giordano, organizzatori del presidio del 2 ottobre quando sono stati letti i nomi dei quasi 2000 sanitari uccisi a Gaza.
Del mondo politico cittadino, oltre a Tacchini, presente Riccardo Merli, consigliere comunale di Fare Nuova Cremona Attiva.









