Politica

Manifesto pro-vita, Portesani si offre per fare da mediatore tra le parti

Il capogruppo di Novità a Cremona richiama il sindaco Virgilio: "Un gesto sbagliato: il manifesto non andava rimosso. Ora si provi a ricucire"

Portesani in consiglio comunale (foto di repertorio)
Fill-1

Non si placano le polemiche sul manifesto pro-vita che il sindaco Andrea Virgilio ha deciso di rimuovere dall’ingresso estreno dell’ospedale di Cremona. A commentare la vicenda è ora il capogruppo di Novità a Cremona in consiglio comunale, Alessandro Portesani, che invita i contendenti al dialogo e alla mediazione, offrendo la propria disponibilità.

“Cremona non ha bisogno di nuove trincee ideologiche” evidenzia. “Serve un gesto di responsabilità: il Sindaco incontri le associazioni, ascolti le loro ragioni e provi a riparare una frattura che non avrebbe mai dovuto aprire. Se può essere utile, sono disponibile anch’io a contribuire a un momento di dialogo per ricomporre il rapporto tra l’Amministrazione e una parte significativa della comunità cremonese”.

“La politica può dividersi” spiega Portesani. “Le coscienze possono avere opinioni diverse. Ma un Sindaco ha il dovere di tenere insieme la propria comunità. Quando una scelta istituzionale finisce per far sentire una parte dei cittadini esclusa o non rappresentata, il problema non è più il manifesto. È il rapporto di fiducia tra le istituzioni e la città. Ed è proprio da lì che bisogna ripartire.

“Ho scelto consapevolmente di non intervenire nell’immediatezza. Una scelta dettata dalla delicatezza del tema, che non riguarda una normale contrapposizione politica ma tocca coscienze, sensibilità profonde, il valore della vita, della maternità, della fragilità e del volontariato. Su temi come questi non si rincorre la polemica del giorno. Ho preferito aspettare, perché quando si toccano coscienze e sensibilità così profonde il compito della politica non è alzare i toni, ma provare a ricucire”.

Per Portesani quel manifesto non andava rimosso, “in nessun caso” dichiara. “Un Sindaco non deve selezionare le sensibilità ammesse nello spazio pubblico: deve garantire pluralismo, ascolto e rispetto. Questa vicenda ha prodotto una frattura nella comunità cremonese. Il sostegno ricevuto dal Sindaco da parte di Pd, Avs, Cgil e dell’area più ideologica della sinistra conferma, nella sua lettura, che Virgilio è apparso più come il rappresentante di una parte politica che come il Sindaco dell’intera città.

Un dato tanto più rilevante, per un Sindaco eletto al ballottaggio con appena 192 voti di vantaggio: proprio un consenso così stretto avrebbe dovuto suggerire maggiore prudenza, più capacità di ascolto e una particolare attenzione a non trasformare una questione di coscienza in una nuova linea di divisione dentro la comunità. Una scelta che, aggiunge, mette in difficoltà anche molti cattolici del centrosinistra, molti moderati e molti cittadini che, senza voler alimentare battaglie ideologiche, riconoscono il valore della maternità, della vita, dell’accoglienza e dell’impegno delle associazioni pro vita”.

Per Portesani “Le associazioni coinvolte non meritavano uno sgarbo istituzionale, ma ascolto e rispetto. Il loro lavoro è rivolto a donne, famiglie e maternità fragili, e non può essere liquidato come un problema da rimuovere. Non è possibile arretrare di un millimetro”, conclude.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...