Papa Leone XIV a Pavia: fede, carità e speranza nel segno di Sant’Agostino
Il Pontefice ha visitato la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, ha incontrato i fedeli e ha donato un calice alla comunità pavese
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Bandiere gialle e bianche con lo stemma della Santa Sede, cappellini abbinati, un profondo senso di gratitudine e un’emozione tangibile tra applausi e cori di festa. Dopo l’arrivo in elicottero e il primo incontro al CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica), la visita di Papa Leone XIV a Pavia entra nel vivo.
Il Santo Padre ha fatto tappa alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, che custodisce le spoglie di Sant’Agostino, dottore della Chiesa, accolto da decine di fedeli. Il Pontefice è arrivato in auto sulla piazza della Basilica con qualche minuto di anticipo sulla tabella di marcia. Qui si è fermato per scambiare strette di mano e alcune parole con i confratelli agostiniani e i vescovi lombardi; tra loro, anche i cremonesi Antonio Napolioni e Dante Lafranconi, e il cremasco Daniele Gianotti.
“Grazie, grazie, buongiorno a tutti! — ha detto a braccio Papa Leone —. Sant’Agostino ci insegna a vivere ciò che Gesù Cristo ci ha indicato: amare Dio e amare i fratelli, specialmente i più sofferenti. Quando gli domandarono quale fosse il comandamento più importante, rispose che, stando alle Scritture, è amare Dio; tuttavia, non possiamo sapere se stiamo amando davvero Dio se non amiamo i nostri fratelli. Per questo l’amore fraterno e la carità verso tutti sono così fondamentali: oggi questo messaggio di Sant’Agostino e di Gesù Cristo è vitale per il mondo. Dobbiamo essere un segno concreto di amore e carità, capaci di vivere il perdono, la riconciliazione e la pace. Dio vi benedica tutti, grazie per essere qui, è un piacere salutarvi. Vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo“.
A seguire, una solenne processione tra i fedeli — che hanno salutato il Vescovo di Roma al grido di “Viva Papa Leone” — ha introdotto il momento centrale all’interno della Chiesa. Ad accogliere il Papa, i saluti del Vescovo di Pavia, Monsignor Corrado Sanguineti, e del Priore Generale, Joseph L. Farrell. Dopo la lettura dei testi sacri, il Santo Padre ha fatto dono alla basilica di un prezioso calice, prima di prendere la parola per il suo discorso ufficiale.
“Sono felice di quanto ho ascoltato su questa Chiesa che è in Pavia — ha esordito Papa Leone XIV —. Una comunità di antica tradizione che rimane viva e presente nella città e sul territorio, attenta ai segni dei tempi e alle sue sfide, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche di un contesto secolarizzato o dalle difficoltà nella trasmissione della fede. Per non perdersi d’animo serve uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realtà in modo più profondo rispetto a ciò che appare a prima vista, evitando di scivolare in un ‘adagiamento’ negativo e pessimista, incapace di generare vita“.
“Lo sguardo che ci è richiesto, e che lo Spirito Santo ci dona, è invece quello di Gesù — ha continuato il Pontefice —. In mezzo alle difficoltà e alle incomprensioni, Egli scorge il bene e la mano provvidente del Padre, che si prende cura dei gigli dei campi e degli uccelli del cielo. Gesù vede la speranza nel piccolo seme che cresce e invita ad alzare gli occhi per guardare i campi che già biondeggiano per la mietitura. Nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, Papa Francesco ci ha invitato proprio a questa lettura spirituale della realtà, ricordandoci che lo sguardo di fede è capace di riconoscere la luce che lo Spirito Santo diffonde sempre in mezzo all’oscurità. La nostra fede è sfidata a intravedere il vino in cui l’acqua può essere trasformata e a scoprire il grano che cresce in mezzo alla zizzania”.
Illuminati dalla speranza del Vangelo, e prendendo spunto dalla lettura dell’apostolo Pietro che chiama i discepoli del Signore “pietre vive”, il Papa ha lanciato una domanda alla comunità locale: “Come possiamo oggi, qui a Pavia, essere una Chiesa viva? La prima indicazione dell’apostolo è essenziale: stare uniti a Cristo, pietra viva scartata dagli uomini ma scelta da Dio. Lui è il fondamento dell’edificio spirituale, la pietra angolare posta alla base del nostro cammino ecclesiale, dell’azione pastorale e dell’evangelizzazione. Siamo chiamati a essere costruiti e a costruire in Cristo”.
“Dobbiamo portare un annuncio del Vangelo che risvegli il desiderio di credere. Bisogna annunciare il nucleo della fede, che è Gesù, mistero di Dio e allo stesso tempo mistero custodito in ciascuno di noi. In questo, la figura di Sant’Agostino brilla di una luce preziosa. “Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell’uomo interiore”, ci ricordava. Siamo chiamati a essere una Chiesa che cammina radicata nel territorio, capace sia di parlare sia di ascoltare. So che siete già animati da questo passo pastorale e vi invito a continuare, sperimentando anche nuove modalità di incontro. In questo senso, è fondamentale il dialogo con la cultura e l’università: realtà che spronano quella ricerca di bellezza capace di sollevare l’animo umano”.
La tappa nella Basilica si è conclusa con l’adorazione silenziosa delle spoglie di Sant’Agostino. Sul piazzale, il Santo Padre ha stretto le mani e benedetto i fedeli con disabilità presenti, scambiando con loro anche qualche parola.
Con il mezzo papale si è poi spostato Piazza Duomo, dove ad attenderlo tra canti, balli e gesti c’erano i bambini del Grest – e a seguire in Piazza Vittoria, dove si è svolto l’incontro con la cittadinanza.
Al termine della giornata pavese, per Papa Leone XIV trasferimento in elicottero a Sant’Angelo Lodigiano e – da lì – il rientro verso Roma.