Economia

Auto UE, l’eurodeputato Salini a Bruxelles presenta la sua bozza di revisione

La revisione CO₂: la proposta punta su biocarburanti e target 2035 al 90% per evitare una transizione forzata che minaccia il lavoro e la filiera dell'Unione Europea

L'europarlamentare Massimiliano Salini
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Ribaltare l’approccio ideologico dell’Unione Europea sulle emissioni di CO₂ per salvare l’automotive. È l’obiettivo della bozza di revisione del regolamento presentata dall’eurodeputato Massimiliano Salini (FI) a margine del convegno promosso a Bruxelles da Confindustria, ANFIA e Confindustria Energia. Per Salini, la flessibilità proposta dalla Commissione a fine 2025 è solo “di facciata” e non corregge gli errori delle norme del 2023, che distruggono la competizione tecnologica, pilastro del benessere europeo.

“L’obiettivo è quello di utilizzare la proposta di revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 in atmosfera per veicoli leggeri depositata dalla Commissione Europea a fine 2025 come strumento per un reale ribaltamento dell’approccio di un regolamento. Quello approvato nel 2023, contiene troppi errori dal nostro punto di vista, in particolare distruggendo uno dei principi fondamentali su cui si è costruito il benessere dell’Unione Europea che è quello della competizione tra le migliori tecnologie quando ci si propone di raggiungere un obiettivo grande, in questo caso quello di avere una decarbonizzazione della mobilità e al contempo il mantenimento di un’industria competitiva a livello globale”, ha dichiarato Massimiliano Salini.

Misure concrete e necessarie per difendere la filiera e la componentistica dall’avanzata cinese e prevenire crisi occupazionali sul modello di quella che sta colpendo Volkswagen, come spiega l’europarlamentare Salini: “la flessibilità introdotta nella revisione proposta dalla Commissione non è sufficiente, è una flessibilità di facciata, in particolare non soddisfa la nostra proiezione verso una adeguata competizione tra veicoli elettrici e veicoli alimentati con carburanti alternativi in modo tale da tenere un adeguato bilanciamento tra le ragioni della competizione industriale, le ragioni della decarbonizzazione e le ragioni anche delle tasche dei cittadini che hanno bisogno di una transizione che non sia forzata”.

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