Cronaca

Niente medico di base, a Pescarolo è “vietato ammalarsi”: la provocazione del Comune

Con l'inizio di luglio i comuni di Pescarolo, Cicognolo e Stagno Lombardo sono rimasti senza medico di medicina generale: le parole del sindaco Cominetti

La "protesta" a Pescarolo

Tra i diversi “divieti” imposti dalle amministrazioni comunali, a Pescarolo ed Uniti ne arriva uno quantomeno inusuale, scritto nero su bianco e affisso sulla facciata del municipio: in paese è “vietato ammalarsi“.
Una provocazione, naturalmente, quella lanciata dal Sindaco Graziano Cominetti, che porta però con sé un problema reale: con l’inizio di luglio infatti i comuni di Pescarolo, Cicognolo e Stagno Lombardo sono rimasti senza medico di base, dopo lo spostamento del dottor Mohamed Elnadi in terra cremasca.

“È vietato ammalarsi sul nostro territorio, specie per i nostri anziani e per chiunque abbia bisogno di assistenza e di un servizio sanitario essenziale — spiega il primo cittadino —. Si tratta di una forma di protesta che vogliamo portare avanti insieme al sindaco di Cicognolo. I nostri territori sono solo i primi di una lunga serie di comuni che rischiano di essere travolti da questo problema, che presto potrebbe investire l’intera provincia di Cremona e tutta la Lombardia. La carenza di medici è un’emergenza enorme: il sistema sanitario non riesce più a reggere la domanda né a risolvere le criticità“.

La macchina comunale si è mossa subito per cercare una via d’uscita, ma le prospettive non sono rosee. “Abbiamo già avuto diversi incontri grazie alla collaborazione con l’ASST di Cremona, il dottor Belleri e i suoi collaboratori — aggiunge Cominetti —. Purtroppo, però, abbiamo dovuto prendere atto che non esiste una soluzione reale e immediata dietro l’angolo”.

Ora l’ambulatorio del paese resta deserto. Solo a Pescarolo sono circa 200 i residenti rimasti “orfani” del proprio medico di riferimento. Per loro le alternative sono poche e complesse: tentare di scegliere un medico di medicina generale in un altro comune del territorio — scontrandosi con la mancanza di posti disponibili e i problemi di distanza — oppure rivolgersi alla Casa di Comunità di Cremona.
Il disagio maggiore ricade, come spesso accade, sulle fasce più deboli della popolazione, per le quali ogni spostamento diventa una vera e propria barriera.

“Speriamo che qualche professionista possa trovare il tempo e l’energia per assistere i nostri concittadini — conclude Cominetti —. Parliamo di 200 persone, molti dei quali anziani o affetti da patologie croniche, che in questo momento fanno enorme fatica a spostarsi dal comune per ricevere le cure. Questo striscione è un grido d’aiuto: abbiamo bisogno di un medico, abbiamo bisogno di qualcuno che venga a sostenere chi si trova in difficoltà“.

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