Cronaca

Colle del Lys, Cremona rende omaggio ai partigiani caduti: “La memoria è un impegno”

Anche una delegazione del Comune di Cremona ha preso parte alla commemorazione al Colle del Lys

La commemorazione 2026
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Anche Cremona ha partecipato alla tradizionale commemorazione che si è svolta domenica al Colle del Lys, in Piemonte, luogo simbolo della Resistenza italiana. Alla cerimonia, dedicata ai 2.024 caduti delle valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone e ai partigiani morti nelle battaglie delle “quattro valli”, era presente il consigliere comunale Claudio Ardigò, in rappresentanza del Comune, con il gonfalone della città. Presenti anche i rappresentanti dell’Anpi di Cremona.

La partecipazione della delegazione cremonese ha voluto ricordare in particolare i numerosi giovani della provincia che, durante la guerra di Liberazione, raggiunsero le montagne piemontesi per unirsi alla 17ª Brigata Garibaldi “Felice Cima”, formazione partigiana nata nella primavera del 1944 e destinata a svolgere un ruolo importante nella liberazione di Torino.

In quei mesi oltre cento giovani cremonesi lasciarono le proprie case per raggiungere il Colle del Lys e combattere contro l’occupazione nazifascista. La brigata controllava un’area strategica all’imbocco della Val di Susa, diventando uno degli obiettivi principali delle forze tedesche e della Guardia Nazionale Repubblicana.

Il 2 luglio 1944 il reparto fu accerchiato durante un violento rastrellamento. Dopo aspri combattimenti, nove partigiani caddero sul campo mentre altri ventitré furono catturati, torturati e infine fucilati. Soltanto due giorni più tardi i loro compagni, aiutati dalla popolazione locale e da due parroci, riuscirono a recuperare le salme e a dare loro sepoltura.

Tra i caduti figurano anche cinque cremonesi: Edoardo Boccalini “Bucalet”, Giampaolo Conca “Paolo”, Benito Faleschini “Sauro”, Franco Scala e Alfredo Zaniboni “Fredo”. Nei mesi successivi la lotta proseguì sotto la guida del comandante Amedeo “Deo” Tonani, anch’egli cremonese, ma nuovi rastrellamenti costarono la vita ad altri giovani della provincia: Attilio Novasconi “Barbarossa”, Leonida Panni “Leo”, Rosolino Righetti “Nando”, oltre allo stesso Tonani e al suo vice Sergio Rapuzzi “Pucci”, caduti nel marzo del 1945.

A mantenere viva questa memoria contribuì per molti anni anche Enrico “Kiro” Fogliazza, ultimo comandante della brigata, scomparso nel 2013. Dal 7 luglio dello stesso anno una targa al Colle del Lys ne ricorda l’impegno e il contributo alla Resistenza.

Nel suo intervento, il consigliere comunale Claudio Ardigò ha sottolineato il valore simbolico del luogo e il legame con la città di Cremona.

“Il Colle del Lys non è solo un valico fra due valli. È una soglia della nostra coscienza: qui il 2 luglio 1944 la 17ª Brigata Garibaldi ‘Felice Cima’ fu accerchiata e giovani partigiani, molti dei quali cremonesi, furono catturati, torturati e fucilati. Ragazzi che avevano lasciato il Po, le botteghe e le scuole per difendere una libertà che non avevano mai toccato, su montagne che non conoscevano. Conoscevano però il dovere”. Ardigò ha poi ricordato il significato della commemorazione che ogni anno richiama istituzioni, associazioni e cittadini: “Ogni prima domenica di luglio ritorniamo qui, perché la memoria non è nostalgia, è impegno. Cremona è qui per dire grazie ai nomi che non abbiamo dimenticato. Perché la libertà non è un titolo che si eredita, si custodisce. I nostri ragazzi devono sapere che la democrazia ha un prezzo e quel prezzo è stato pagato anche da cremonesi su questa pietra. A noi tocca il compito più difficile: non sprecare la loro vita e la loro memoria”.

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