Nel 2025 il mercato del lavoro della provincia di Cremona conferma una situazione complessivamente positiva, pur convivendo con importanti fragilità strutturali. L’occupazione rimane su livelli storicamente elevati e la disoccupazione si mantiene tra le più basse della Lombardia, mentre i servizi pubblici per il lavoro rafforzano il proprio ruolo di supporto a cittadini e imprese. Questo è il quadro che emerge dai dati diffusi dalla Provincia di Cremona. Il contesto economico è caratterizzato da una crescita moderata, frenata dalle tensioni internazionali e dall’aumento dei costi energetici, che incidono in particolare sul sistema produttivo cremonese, fortemente industriale ed energivoro. Nonostante ciò, il tessuto imprenditoriale mostra segnali di vitalità, con una crescita della natalità d’impresa e un aumento delle società di capitali e delle imprese straniere.
La popolazione continua a invecchiare e la lieve crescita demografica è sostenuta esclusivamente dai flussi migratori. Gli stranieri rappresentano quindi una risorsa fondamentale sia per l’equilibrio demografico sia per il mercato del lavoro, soprattutto nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni.
Nel 2025 gli occupati sono circa 154 mila, con un tasso di occupazione del 68,9%, vicino alla media regionale. La disoccupazione si attesta al 2,4%, mentre permane un significativo divario di genere: il tasso di occupazione femminile resta di quasi 18 punti inferiore a quello maschile.
L’occupazione è concentrata soprattutto nei servizi e nel commercio, mentre l’industria continua a perdere peso rispetto al periodo pre-pandemia. Crescono invece le costruzioni grazie agli investimenti legati al PNRR. Il lavoro dipendente rimane prevalente e il contratto a tempo indeterminato rappresenta la forma contrattuale più diffusa.
Le Comunicazioni Obbligatorie evidenziano un lieve rallentamento delle assunzioni rispetto al 2024, pur mantenendo un saldo occupazionale positivo. Anche le trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato restano consistenti, seppure in lieve diminuzione. Le imprese programmano oltre 28 mila assunzioni, ma oltre la metà delle posizioni risulta difficile da coprire per carenza di candidati o per disallineamento tra competenze richieste e disponibili. Le maggiori criticità si registrano nelle costruzioni, nell’agricoltura e in alcuni comparti industriali.
Permane inoltre la difficoltà di trattenere i giovani qualificati, mentre continua la fuga di competenze verso altri territori. Parallelamente cresce l’offerta formativa professionalizzante, con l’espansione dei percorsi tecnici, degli ITS Academy e della nuova filiera tecnologico-professionale, sempre più collegata alle esigenze del sistema produttivo locale. Anche i Centri per l’Impiego registrano una forte crescita degli utenti e dei servizi erogati grazie al Programma GOL e alle nuove misure di sostegno al reddito. I servizi non svolgono più soltanto funzioni amministrative, ma accompagnano sempre più le persone nelle transizioni lavorative, contribuendo all’inserimento occupazionale.
Nel complesso, il mercato del lavoro cremonese si dimostra solido e resiliente, ma dovrà affrontare nei prossimi anni sfide decisive legate all’invecchiamento della popolazione, alla carenza di manodopera qualificata, al divario di genere e alla capacità di attrarre e trattenere capitale umano.