Rubò in un’abitazione, ma l’imputato è irreperibile: processo sospeso fino al 2040
Le ricerche dell'autore del furto, identificato grazie al Dna, andranno avanti per i prossimi 14 anni. Se sarà rintracciato entro quel termine, il processo riprenderà
Era stato individuato grazie all’esame del Dna come l’autore di un furto in casa messo a segno il 30 novembre del 2022 in una villetta alla periferia di Cremona. A processo per furto aggravato, reato che prevede una pena compresa tra i 6 e i 10 anni, c’è un 53enne sloveno, ma l’uomo risulta irreperibile da un anno e dunque non è a conoscenza dell’avvio del procedimento a suo carico.
Il giudice ha quindi sospeso il processo e rimandato a casa la vittima del furto, una 69enne cremonese che oggi avrebbe dovuto testimoniare. Il nominativo dell’imputato resterà nella banca dati fino al 2040. Se in questo arco di tempo il 22enne sarà rintracciato, il procedimento riprenderà. Il rinvio di 14 anni è dovuto alla sospensione del processo e al calcolo della prescrizione.
Il giorno del furto, il ladro si era ferito mentre cercava di entrare in casa. Le tracce ematiche che aveva lasciato erano state esaminate dai carabinieri del Ris, ed era emerso il suo nominativo. Per introdursi all’interno dell’abitazione aveva danneggiato la porta finestra, e una volta dentro si era impossessato di due catenine d’oro del valore complessivo di 400 euro.
Il furto era stato messo a segno mentre la proprietaria era assente. Ai carabinieri, la donna aveva spiegato di essere uscita verso le 13,30 per effettuare delle commissioni. Verso le 20,30, al suo ritorno, era entrata attraverso la porta del garage per poi salire al piano superiore. Una volta in cucina si era accorta che la televisione era a terra e che la porta finestra della cucina era aperta, nonostante si ricordasse di averla chiusa a chiave.
Per terra c’erano dei vetri e un foro di grosse dimensioni vicino alla maniglia di apertura. A quel punto la donna, terrorizzata dal fatto che i ladri potessero essere ancora in casa, aveva chiamato subito i carabinieri. Al loro arrivo, i militari avevano effettuato un sopralluogo e nel frattempo la padrona di casa si era accorta che la tenda della porta finestra era intrisa di sangue. Il materiale ematico era stato successivamente prelevato ed inviato al Ris. Le indagini avevano portato all’identità dell’autore del furto.