Cronaca

Gerre de’ Caprioli avvia la variante generale al Pgt: meno case e più verde

Il 28 luglio assemblea aperta al pubblico per presentare le linee di intervento. Un anno di tempo per l'approvazione definitiva. La vicinanza a Cremona, "un po' la nostra forza ma anche la nostra debolezza", spiega il sindaco Marchi

Un paese che negli ultimi 10-20 anni ha conosciuto un vero boom edilizio soprattutto nella parte confinante con Cremona. Adesso per la comunità di Gerre de Caprioli è venuto il momento di ripensare al proprio sviluppo ed è da qui che è partito l’iter per la variante generale al Piano di Governo del Territorio, a 12 anni di distanza dall’ultimo aggiornamento.

E proprio per favorire la massima partecipazione, il 28 luglio alle 18,30 in Comune si terrà un’assemblea rivolta principalmente alle parti sociali ed economiche ma anche ai singoli cittadini.

“Dopo 12 anni di amministrazione e una conoscenza del territorio che è maturata grazie alla presenza e all’esperienza”, spiega il sindaco Michel Marchi, “è il momento di varare una variante generale del Pgt, un piano che approvammo nel 2015, ma che era già datato in quanto era rimasto per un po’ nel cassetto, infatti la prima redazione risaliva circa al 2008.

“Si tratta quindi di uno strumento che ha bisogno di un intervento strutturale, non solo per adempiere agli obblighi di legge, quelli legati in particolar modo alla riduzione del consumo di suolo, ma anche per dare una nuova visione al territorio di Gerre, con quello che abbiamo imparato in questi anni di amministrazione”.

“L’Assemblea del 28 sarà dedicata alle parti sociali ed economiche, ma anche al pubblico perché raccoglieremo le istanze del mondo dell’agricoltura, dei cittadini e di tutte le persone che vorranno essere parte di questo processo”.

Indicativamente la procedura di variante avrà una durata di 8-9 mesi, per arrivare poi dopo l’estate 2027 all’approvazione definitiva.

Tra i punti salienti, la riduzione delle aree di espansione legate all’edificabilità residenziale, in virtù anche dell’andamento della domanda: “Abbiamo scelto di valorizzare alcune aree più piccole, al posto delle grandi lottizzazioni che necessitano di forti impieghi economici, perchè la fase congiunturale non aiuta”, spiega Marchi. “Non ci saranno aree produttive perché il nostro territorio non lo consente e soprattutto c’è la vicinanza con Cremona. La cosa più importante è la tutela delle aree verdi:  abbiamo creato un sistema di tutele che circonda a 360 gradi Gerre de’ Caprioli creando una sorta di cintura verde che non potrà più essere toccata.

“Gerre è chiusa all’interno di una bellissima fascia di rispetto fatta di piante che nel tempo sono cresciute, sono diventati boschi ormai già maturi, che quindi vengono vincolati e non potranno più essere toccati. Questa sarà la nostra protezione dall’inquinamento, dalla crescita produttiva ed economica della città, dal fiume Po e da tutti gli altri fattori che potrebbero in qualche modo intercettare il territorio di Gerre”.

Proprio con il capoluogo Cremona sono sorte controversie in tempi non lontani sull’area adiacente al termocombustore. “Il territorio di Gerre si comprime tra la città di Cremona e il fiume Po in una fascia lunga e stretta, è un po’ la nostra forza ma anche la nostra debolezza”, conclude il sindaco.  Cremona ha legittime esigenze di espansione all’interno del proprio territorio che confina con il nostro, è chiaro che noi, come abbiamo già fatto in passato con la questione del biometano, siamo attenti a verificare che la vicinanza eccessiva con Cremona non generi problemi.

“Noi ci tuteliamo appunto con queste fasce verdi importanti il più ampie possibili. Poi dopo è chiaro che nelle procedure di condivisione territoriale di eventuali nuovi progetti faremo la nostra parte e metteremo sul tavolo le nostre valutazioni”.

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