Lettere

Ringraziamento di un papà all’Arma dei carabinieri

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da Fabio, papà infinitamente grato

​Gentile Direttore,
​in un periodo storico in cui troppe parole vengono spese per mettere in cattiva luce le nostre forze dell’ordine , da parte di una certa stampa e della solita parte politica che punta sempre il dito contro chi indossa una divisa anche quando l’uso della forza è legittimo e necessario, sento il dovere di raccontare un fatto di cronaca locale che dimostra l’immenso valore umano e professionale di questi uomini.

Ieri mattina mio figlio di 9 anni, mentre faceva un giro in bicicletta, si è smarrito nelle campagne tra Crotta d’Adda e Pizzighettone. Avendo perso il senso dell’orientamento, non riusciva più a ritrovare la strada di casa. Per fortuna aveva con sé un cellulare, ma in quella zona la connessione internet non prendeva: era impossibile inviarmi la posizione GPS, una foto o fare una videochiamata. L’unico contatto possibile era la voce.

​Io mi trovavo a Cremona, bloccato per lavoro e nell’impossibilità di raggiungerlo immediatamente. Colto dal panico, ho chiamato subito il 112. Dalla Centrale Operativa di Cremona si sono attivati all’istante: hanno creato una telefonata a tre coinvolgendo me e il bambino, senza mai lasciarlo solo o riagganciare anche solo per un secondo. Nel frattempo, una pattuglia è corsa a sirene spiegate verso la zona.

Con un’intuizione brillante e una sensibilità straordinaria, i Carabinieri al telefono chiedevano a mio figlio se sentisse le sirene più vicine o più lontane, usandole come guida per individuarlo. Il tempo di percorrere la strada da Cremona a Crotta d’Adda ed era già tutto risolto: la pattuglia lo aveva trovato, rassicurato e preso in braccio con la dolcezza che si riserva a un figlio.

Quando sono arrivato sul posto e ho stretto la mano ai due militari per ringraziarli , mi hanno risposto con estrema umiltà, una sola parola che racchiude il senso dell’onore di questi militari: “DOVERE”.
​Ma la sensibilità di questi uomini non si è fermata lì. Dopo avermi affidato il bambino, l’ho riaccompagnato a casa ed sono dovuto rientrare subito al lavoro. Pochissimi istanti dopo, gli stessi Carabinieri hanno suonato al campanello di casa nostra: volevano sincerarsi di persona con mia moglie che il piccolo stesse bene e che fosse al sicuro tra le mura domestiche. Nel congedarsi, le hanno detto: “Rimaniamo a disposizione “.

​In un Paese che spesso sembra andare a rotoli sul fronte della sicurezza, con città trasformate in giungle , per colpa di un immigrazione fuori controllo , le nostre forze dell’ordine e i Carabinieri in primis rimangono un baluardo fondamentale , di cui andare fieri .Purtroppo gesti ed episodi come questo trovano spazio quasi solo nelle cronache provinciali, mentre meriterebbero la stessa risonanza nazionale di altre notizie.

​Vorrei lanciare un messaggio a tutti i lettori e anche a quei giornalisti che spesso dipingono chi indossa la divisa come se fosse sempre dalla parte del torto: ricordatevi di quello che sono capaci di fare e del cuore che ci mettono, prima di parlare male delle forze dell’ordine, perché un giorno potreste averne bisogno anche voi.

Ai Carabinieri intervenuti dalla caserma di Pizzighettone e alla Centrale Operativa di Cremona va il mio grazie più profondo: la vostra professionalità e la vostra umanità sono la risposta migliore contro tutto.

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