Cultura e spettacoli

Cremona Opera Festival, un viaggio tra culture e identità: il successo di “Postcards from My Homeland”

Applausi in alla Maffei per il concerto che ha riunito giovani artisti da tutto il mondo. Il festival guarda già al prossimo appuntamento del 3 agosto e alle Nozze di Figaro in scena al Teatro Filo

La foto finale di gruppo
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Si è concluso tra lunghi applausi il concerto “Postcards from My Homeland – Songs of Memory and Belonging”, andato in scena la sera del 1° agosto alla Sala Maffei nell’ambito del Cremona Opera Festival. L’appuntamento, realizzato congiuntamente dai giovani artisti di Janus Opera e dell’Accademia Monte Verità, ha trasformato il palco in un luogo di incontro tra culture, tradizioni e storie personali, raccontate attraverso la musica.

Accompagnati al pianoforte da Francesca Fierro e Gaia Pizzirani, interpreti provenienti da Europa, Asia e America hanno costruito un itinerario musicale dedicato alla memoria, alla nostalgia, al viaggio e al senso di appartenenza. Ogni esecuzione è diventata una “cartolina” della propria terra d’origine, capace di mettere in dialogo lingue e repertori differenti.

Ad aprire la serata è stata l’italiana Viola Di Palma, residente in Polonia, con Bociany di Włodzimierz Malawski, brano che richiama il tema del ritorno attraverso l’immagine delle cicogne. A seguire il baritono romeno Daniel Pop ha interpretato Revedere di Aurel Eliade, riflessione sul tempo e sulla separazione.

Tra i momenti più intensi della serata la Romanza di Polina dalla Dama di picche di Čajkovskij, affidata alla cantante cinese Shuying Subinur Li, residente in Svizzera, che ha restituito tutta la malinconia della celebre pagina. Spazio poi alla tradizione uigura con A Glass of Wine, proposta da PAN Meikun, ZUO Zhige e LIN Yue, un canto popolare che celebra l’ospitalità e l’amicizia.

Il programma ha attraversato anche la musica svedese con Carl Magnus Billström, interprete di Herren går på ängen di Allan Pettersson, e il repertorio italiano grazie al soprano HU Chunyi, che ha emozionato il pubblico con O mio babbino caro dal Gianni Schicchi di Puccini.

Uno dei passaggi più applauditi è arrivato con Bésame mucho, interpretata dal baritono messicano Esteban Baltazar insieme al basso-baritono francese Paul Gay, artista di fama internazionale e vincitore di un Grammy Award. L’incontro tra un giovane talento e un interprete affermato ha rappresentato il simbolo dello spirito del progetto, fondato sul confronto tra generazioni e sull’accompagnamento dei giovani artisti verso la professione.

Il concerto si è chiuso con un medley di tre canti tradizionali cinesi eseguito da WANG Shaofeng, HUANG Peixi e CHEN Xinhui, accompagnando il pubblico dalle atmosfere delle grandi praterie fino a un finale vivace e coinvolgente.

Per diversi partecipanti provenienti dalla Cina l’esibizione a Cremona ha rappresentato anche il primo concerto fuori dal proprio Paese, trasformando l’esperienza in una tappa significativa non solo dal punto di vista artistico, ma anche umano.

L’atmosfera raccolta della Sala Maffei ha favorito un ascolto attento e partecipe, dando vita a un racconto musicale unitario nel quale ogni interprete ha condiviso il proprio legame con le radici, la memoria e la propria identità culturale.

Il Cremona Opera Festival proseguirà già il 3 agosto con “Portraits of Fate – Arias of Love, Loss and Desire”, nuovo concerto ospitato alla Sala Maffei e affidato alla direzione musicale del maestro Martino Faggiani. Il programma proporrà arie e duetti tratti da opere di Mozart, Händel, Rossini, Massenet, Verdi, Offenbach e Puccini.

Il percorso dei giovani artisti culminerà poi il 9 e l’11 agosto al Teatro Filo con la messa in scena de “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart. La produzione, affidata a un cast internazionale di cantanti emergenti, rappresenterà il punto di arrivo di settimane di studio, prove e perfezionamento, confermando la vocazione del Cremona Opera Festival a creare concrete opportunità di formazione e crescita per artisti provenienti da tutto il mondo.

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