Cronaca

Bracciante morto a Stagno Lombardo, Flai Cgil: “Servono più controlli”

La morte di Gheorghe Burjan riaccende il dibattito sulla sicurezza nel lavoro agricolo. Fabio Singh della Flai Cgil invoca più controllo sul territorio

Fabio Singh (FLAI Cgil Cremona)
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Una giovane vita è stata stroncata da un malore mentre lavorava in un campo di pomodori nelle campagne di Stagno Lombardo. La vicenda di Gheorghe Marian Burjan, 19enne di origine romena, è tristemente nota: la Procura e l’Ats Valpadana verificheranno se le norme sulla sicurezza siano state rispettate e se sia stata rispettata l’ordinanza che vieta il lavoro nelle ore più calde. Giovedì verrà effettuata l’autopsia per accertare l’esatta causa del decesso.

Questo drammatico evento ha riacceso i riflettori sulla sicurezza sul lavoro: una vicenda che potrebbe servire a salvare altre vite e a migliorare le tutele di molti braccianti, in un settore duro e complesso come quello agricolo.

Sull’accaduto è intervenuto Fabio Singh (FLAI Cgil Cremona): “In attesa di accertare le cause della morte di questo giovane di soli 19 anni, deceduto mentre si guadagnava da vivere, non possiamo considerare l’evento una semplice fatalità, ma una grave violazione dei diritti. Attendiamo di capire se il ragazzo stesse lavorando nella fascia oraria vietata dall’ordinanza, ovvero dalle 12:30 alle 16:00. Le condizioni climatiche estreme a cui sono sottoposti i lavoratori agricoli da metà giugno a oggi hanno già causato 16 vittime nel settore, di cui 5 per l’ondata di calore. Per questo motivo torniamo a chiedere con forza, sia all’INPS sia al Prefetto, l’istituzione immediata di una cabina di regia per monitorare e affrontare queste condizioni di lavoro”.

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