Stagione difficile per il mais nel cremonese. “Pesa la carenza idrica”
Carlo Pasquali, agricoltore di Pieve San Giacomo: "Già a luglio sono stati ridotti i volumi e non capiamo il perché"
La provincia di Cremona sta affrontando una delle stagioni più difficili per il mais degli ultimi anni: campi sotto stress, produzioni compromesse, prospettive incerte. Le prime trinciature sono già partite, segnale evidente di una maturazione forzata che rischia di tradursi in un crollo qualitativo e quantitativo del raccolto.
Il cuore della crisi è la carenza idrica: giugno e luglio hanno registrato temperature eccezionali, con ondate di calore prolungate e una disponibilità d’acqua insufficiente a sostenere lo sviluppo della granella. Le piante, indebolite, hanno reagito con un anticipo delle fasi vegetative e una riduzione evidente delle rese attese. “È stata un’annata particolarmente difficile per la carenza dell’acqua di irrigazione – racconta Carlo Pasquali, agricoltore di Pieve San Giacomo -. Sì è stata un’estate calda ma quest’inverno ha nevicato, speravamo proprio di avere l’acqua quest’anno, invece, già a luglio sono stati ridotti i volumi e non capiamo il perché”. A peggiorare il quadro sono stati i violenti episodi di maltempo della seconda metà di luglio. Grandinate con chicchi grandi come noci hanno devastato centinaia di ettari di terreno.