La Valle Camonica e il cuore di tanti cremonesi amanti della montagna sono spezzati in due
Impressionanti le immagini dell’alluvione che a partire dalla notte tra mercoledì e giovedì ha flagellato l’Alta Valle. Piogge torrenziali che hanno innescato un effetto incontrollabile
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Fango, detriti, persone sfollate in attesa che l’allarme rientri, chiusa la strada statale 42, Valle Camonica spezzata in due. E con lei il cuore di numerosi cremonesi che ogni anno frequentano le montagne bresciane, tra residenze a Ponte di Legno, Vezza d’Oglio, Temù, Sonico, Edolo, Malonno e via discorrendo.
Sono impressionanti le immagini dell’alluvione che a partire dalla notte tra mercoledì e giovedì ha flagellato l’Alta Valle. Piogge torrenziali che hanno innescato un effetto incontrollabile: il terreno troppo secco che non assorbe la pioggia, i torrenti che si gonfiano, le temperature alte che rendono instabile il terreno. Tutto è precipitato verso valle portando ad un vero e proprio disastro, fortunatamente senza danni alle persone.
Due le aree dove la furia degli elementi ha creato danni maggiori: il comune di Sonico, dove il torrente Rabbia ha travolto un ponte; la frazione di Stadolina di Vione dove è esondato il torrente Vallaro.
Il punto di maggiore criticità è la valle Rabbia, dove il torrente scende in comune di Sonico per gettarsi nell’Oglio che corre a fondovalle. Le piogge torrenziali di giovedì hanno provocato due ondate di piena: la seconda in particolare ha spazzato via il ponte e isolato la frazione di Rino (manufatto ricostruito nel 2017) e convogliato massi, alberi, detriti verso l’alveo dell’Oglio – già in piena – arrivando a ostruire la statale 42 immediatamente chiusa dalla Autorità. A Stadolina le immagini della piena del Vallaro sono impressionanti e raccontano la devastazione.
Messe in sicurezza le persone, sindaci, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari – coordinati dalla Prefettura – hanno immediatamente attivato il protocollo di emergenza per canalizzare l’acqua e avviare i lavori di sgombero della statale. La SS 42 è chiusa e ai molti turisti – tanti i cremonesi che hanno casa a Vezza, Temù e Ponte di Legno – che in questo fine settimana avrebbero lasciato l’Alta Valle, le Autorità hanno chiesto di utilizzare percorsi alternativi: in particolare Aprica (verso Sondrio e Bergamo) o il passo del Tonale verso Trento o Madonna di Campiglio. Una piccola strada intercomunale che funge da bypass – a senso unico alternato governato dalla Polizia locale – è a prevalente uso dei residenti e per le emergenze.
La Regione Lombardia chiederà lo stato di emergenza per i danni provocati dall’alluvione. La speranza, ora, è che il meteo porti un po’ di sereno per favorire il lavoro incessante di tutti gli operatori che stanno cercando di riportare alla normalità la situazione in alta Valle e alle proprie case le persone sfollate. Resta il tema di un territorio che le mutazioni climatiche stanno rendendo fragile ed esposto ad eventi straordinari.