Cremonesi “risparmiosi” ma non troppo: 19.960 euro pro-capite sui conti correnti
Sulle 106 province prese in esame dall'Adusbef, Cremona si colloca in 51esima posizione in ordine decrescente partendo da Bolzano dove la liquidità pro capite supera addirittura i 30mila euro
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Gli italiani continuano a lasciare in banca – e precisamente sul conto corrente – una parte consistente dei propri risparmi, nonostante i costi siano costantemente aumentati negli anni. Nell’arco di dieci anni (2016 – 2026) la spesa media di gestione è cresciuta del 23%, da 82 a 101 euro all’anno e complessivamente i conti correnti delle famiglie sono arrivati alla considerevole cifra di 1.163 miliardi di euro, circa un quinto concentrato nella sola Lombardia.
È il quadro tracciato da uno studio di Adusbef, Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, sulla base dei dati della Banca d’Italia.
In Lombardia, con un incremento del 32% rispetto a 10 anni fa, il denaro accumulato nei conti correnti arriva a 238 miliardi e 750 milioni di euro e, tra le province, è Milano a detenere il primato in valore assoluto con 90 miliardi e 800 milioni di euro, 27.900 euro circa pro capite. Il terzetto che guida la virtuale classifica della liquidità è composto da Bolzano con 30.400 euro per abitante, seguito appunto da Milano e poi Piacenza con 26.770 euro pro capite. Ultima Crotone con 9.700 euro.
La provincia di Cremona si situa nella parte alta a livello nazionale, 51esima su 106 province esaminate, ma è quart’ultima in Lombardia, con 19.962 euro pro capite.
Tra il 2016 e il 2026 il valore nominale dei depositi è aumentato del 43,2% in Trentino-Alto Adige, l’incremento più elevato in Italia. Seguono la Sardegna con il 42,7% e il Friuli-Venezia Giulia con il 39,7%. In fondo alla graduatoria si trovano invece le Marche, dove l’aumento si è fermato al 10,6%, e la Liguria, con il 14,5%.
Ammonta invece a oltre 11,2 miliardi di euro il valore dei depositi bancari e dei risparmi postali dei cremonesi, delle famiglie e delle imprese, un valore assai rilevante, che doppia il dato registrato per il 2011, che si fermava a 5.748.977 migliaia di euro.
Dal 2011 in poi la crescita dei depositi bancari e postali è stata continua e costante per tutto il decennio, arrivando a superare gli 8,3 miliardi di euro nel 2018. Poi, con l’arrivo della pandemia, il volume dei depositi è salito oltre gli 8,9 mld di euro già nel 2019, diventati 11 nel 2022.
Il balzo, significativo nel biennio 2020-22, potrebbe essere stato determinato proprio dalla pandemia, che ha bloccato i consumi e fatto schizzare i risparmi degli italiani, che, spaventati dal futuro, hanno rimandato gli investimenti preferendo la liquidità. In particolare, tra il 2019 e il 2021, i depositi bancari e postali dei cremonesi sono cresciuti di quasi 2 miliardi di euro (+22,3%) in linea, peraltro, con quanto è accaduto nel contesto nazionale.
Tra il 2022 e il 2025 si assiste invece a una stabilizzazione, sia pure in rialzo, attorno agli 11 mld euro, valore raggiunto nel 2022 e sostanzialmente mantenuto con gli 11,2 mld euro alla fine del 2025.
