“Lupo Gianni” nel cortile di casa. La Polizia Provinciale: “Non offritegli del cibo”
Sabato sera un residente di Persico Dosimo ha trattenuto nella sua proprietà l'esemplare che da mesi aggira pacificamente in zona e ha allertato le forze dell'ordine. A giorni la Polizia provinciale incontrerà i referenti regionali per mettere a punto le modalità di intervento
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“Il lupo è qui, a casa mia, gli ho offerto delle crocchette”. Così, sabato sera verso le 22, un residente di Persico Dosimo si è rivolto alla Polizia Provinciale per avvertire che l’animale selvatico che dallo scorso febbraio – a più riprese – è oggetto di avvistamenti nelle campagne attorno a Cremona, era a disposizione delle forze dell’ordine.
L’ormai noto “lupo Gianni”, questo il nome che gli era stato dato dalla signora – amante degli animali – che per prima lo aveva avvistato nei pressi dell’area produttiva di Gadesco, la zona che l’animale frequenta con sempre maggiore disinvoltura, spostandosi nelle ore serali e notturne anche di 30 km come documentano le fototrappole installate dalla Polizia Provinciale di Cremona.
L’uomo aveva chiuso il cancello della sua proprietà in modo da trattenere l’animale, ma la sua buona fede si è scontrata contro i protocolli operativi che vietano nella maniera più assoluta di tenere in casa, garage o giardino che sia, un animale selvatico. La risposta dell’agente in turno è stata quindi perentoria: liberare il lupo, che peraltro nel corso dei mesi si è fatto sempre più confidente, aggirandosi ormai anche a poca distanza dalle persone.
E’ la stessa comandante della Polizia Provinciale, Chiara Fusari, a spiegare che questo esemplare rappresenta un caso abbastanza eccezionale nel territorio cremonese. Da tempo è sotto monitoraggio costante e non ha mai attaccato nessuno, neppure polli e galline dei numerosi allevamenti di campagna. Venerdì sera la comandante era di pattuglia e l’ha visto fermo ad appena 5 metri, una distanza inusuale per un animale selvatico che teme la presenza umana. Offrirgli cibo è una pessima idea in quanto si crea un abitudine comportamentale che, come nel caso di sabato sera, porta a degli eccessi da parte degli umani.
La raccomandazione è che non bisogna avvicinarsi né offrirgli cibo, che peraltro ha imparato a procacciarsi da solo rovistando tra i sacchetti dell’umido. Nei prossimi giorni la Polizia provinciale avrà un incontro con i referenti regionali (con cui è in costante contatto) per accordarsi sul protocollo operativo di questo esemplare ormai casalingo, che – ricordiamolo – è una specie protetta.