Area Frazzi, il fascino di un luogo simbolo della città dopo la riqualificazione
Viaggio nell’area Frazzi riqualificata di recente, dove in attesa che il Comune assegni la gestione, è già possibile per il pubblico osservare la bellezza del posto
L’area Frazzi era un complesso industriale per la produzione di laterizi attivo tra fine Ottocento e i primi anni Sessanta, laddove il mattone è un elemento storico di Cremona fin dalle origini come si nota osservando i palazzi del centro storico.
Elena Poli, guida turistica CrArT, ne ricorda sinteticamente la storia, partendo dal 1858 quando Andrea Frazzi ottenne la licenza per costruire: “Andrea Frazzi acquista questo piccolo forno della proprietà della famiglia De Lugo e pian piano crea questo grande impero. Tre grandi forni Hoffman di altissima tecnologia per l’epoca. Questa struttura va da Piazza Cadorna, quindi Porta Po, fino al fiume dove si prendeva la materia prima e si portava all’interno della grande industria attraverso una ferrovia di merci”.
I tre grandi forni avevano intorno strutture accessorie, ad esempio essiccatoi e zone di deposito materiali, che nel tempo dopo la crisi dell’industria sono state abbattute o riconvertite in spazi per la collettività tuttora in uso come l’Arena Giardino.
Il recente intervento di recupero promosso dal Comune e finanziato con risorse del PNRR ha consentito di riqualificare l’area Frazzi per funzioni aggregative, implementando l’offerta culturale della città.
“Oggi c’è un ingente recupero di una parte del primo grande forno e quindi quello che diventerà il laboratorio del cotto, poi il secondo forno che è la parte centrale di fatto la colonna portante della struttura con l’altissima ciminiera, mentre il terzo forno fu completamente abbattuto”.
Dopo l’Irreverent Festival organizzato a giugno dall’Associazione Artisti Cremonesi, nel quale fra mostre e concerti il pubblico ha potuto scoprire il complesso attraverso le visite guidate a cura del CrArT, ora si attendono ulteriori iniziative. Illustra le azioni future Luca Burgazzi, assessore comunale al turismo e all’espressività giovanile: “La prospettiva è ricavare uno spazio dedicato alla produzione culturale e all’esposizione in particolare di arte contemporanea perché il contesto si adatta a questo tipo di mostre; lo spazio sarà gestito per la prima parte direttamente dal Comune, mentre i due o tre spazi accanto al principale saranno messi a bando per individuare un’associazione che possa farli vivere”.