“Cara Mrs. Carter”: quel ponte di pace e amicizia tra la Casa Bianca e Cremona
La storia dei primi scambi internazionali tra la città e gli USA, riemersa grazie alle lettere ritrovate in una soffitta di Sospiro. Nell'Archivio di Stato anche la corrispondenza tra le responsabili del Circolo Fodri e la First Lady Rosalynn Carter
C’è uno strano legame che unisce gli Stati Uniti di Jimmy Carter alla provincia di Cremona. Una storia d’amicizia vecchia di quasi mezzo secolo, arrivata fino a noi tra fotografie, documenti d’archivio e lettere ingiallite.
Ed è proprio da queste carte che inizia un viaggio a ritroso verso il sogno americano degli anni ’80. Una storia che ci porta fino a Sospiro, ma per raccontarla bisogna andare con ordine.
Casa Bianca, 1977. Il presidente Jimmy Carter fonda la Friendship Force, un’organizzazione no-profit nata per promuovere la pace e le relazioni interculturali, guidata dalla First Lady Rosalynn Carter. Un progetto globale a cui, dal 1978/79, prende parte anche il Circolo Fodri di Cremona, grazie all’intuizione di Giuseppina Genesi e Lucia Zanotti.
Le due donne lanciano un’iniziativa pionieristica per l’epoca: gli scambi culturali negli Stati Uniti. La prima tappa, di circa venti giorni, è a Owensboro, nel Kentucky.
Tra gli organizzatori c’è anche Ginetta Curtarelli, di Sospiro, a cui appartiene la corrispondenza ritrovata.
“Gli americani della cittadina di Owensboro arrivavano qui -racconta -; noi andavamo a prenderli all’aeroporto di Malpensa e venivano ospitati dalle diverse famiglie di Cremona e dintorni. Anche noi a Sospiro ne abbiamo accolte diverse. Allo stesso modo, gli italiani andavano negli USA per tre settimane, vivendo direttamente nelle loro case”.
A quella prima esperienza ne seguono molte altre: da Albuquerque, nel New Mexico, nel 1980, fino a Lancaster, in Pennsylvania, l’anno successivo. Rapporti umani che continuano anche al rientro in Italia attraverso fitte corrispondenze, custodite con cura per quasi cinquant’anni.
Ma c’è di più. Zanotti e Genesi riescono a stringere un legame epistolare diretto persino con la First Lady Rosalynn Carter, culminato in un’ospitata tra le stanze della Casa Bianca.

Oggi alcuni di quei documenti sono conservati all’Archivio di Stato di Cremona. Tra le carte spuntano alcune lettere di particolare interesse storico.
Una delle prime risale al 17 novembre 1978.
“Care Lucia e Guisetteina (Giuseppina, ndr): È stato un piacere accogliervi durante la vostra visita e avervi qui alla Casa Bianca per il ricevimento della Friendship Force Internacional. Io e Jimmy vogliamo ringraziarvi per i bellissimi regali di Circolo Fodri. Siamo lieti di averli ricevuti e grati ai nostri amici in Italia per la loro premura. Con i migliori auguri, Cordialmente, Rosalynn Carter“.

Un’altra invece è partita da Cremona e diretta a Washington il 4 aprile 1981, con parole che ad oggi suonano mai così attuali.
“Cara Mrs. Carter, grazie mille per la sua gentile lettera. Dobbiamo congratularci con Mr Carter per il suo successo alle elezioni primarie. Attraverso la stampa italiana seguiamo e sosteniamo le decisioni del Mr Carter contro l’Iran, anche se temiamo la situazione politica internazionale. Ciononostante, continuiamo a credere nell’amicizia tra tutti i popoli del mondo. […] Rinnoviamo il nostro invito ad averla al nostro Club, in qualità di Presidente Onorario della Friendship Force, durante la visita di Mr. Carter in Italia, il prossimo giugno. Sperando di incontrarla, le inviamo i nostri migliori saluti. Dai suoi amici italiani di Cremona, Lucia Zanotti“.
Con il passare degli anni il contesto cambia: i viaggi diminuiscono e il Circolo Fodri chiude i battenti. La memoria di quel ponte tra Cremona e l’America, però, resta intatta: nei ricordi dei protagonisti e su quelle lettere ingiallite dal tempo.
“È stata una cosa bellissima – aggiunge Ginetta guardando quelle lettere in cui si alternano italiano e inglese –. Si è creata una vera fratellanza, ed era tutto genuino. Con molti di loro i rapporti epistolari sono andati avanti per anni; qualcuno è anche tornato a trovarli negli Stati Uniti. Per Cremona e per i paesi del circondario era una novità enorme. A volte non si riusciva nemmeno a parlare, ma ci si capiva lo stesso. Uno scambio umano importantissimo, rimasto nella memoria di chi l’ha vissuto”.
“Ritrovare queste lettere – conclude la donna – fa tornare in mente tante persone. Qualcuno non ci sarà più, altri chissà dove sono. Ma l’esperienza è stata meravigliosa”.
