Caro-gasolio, colpito l’autotrasporto. Parma (Cna): “I padroncini valutano lo stop dei mezzi”
Il presidente Cna: "Il carburante incide fino al 35 per cento dei costi operativi di un mezzo"
Il diesel più caro d’Italia lo troviamo sull’autostrada del Brennero e supera i 3 euro al litro, 3,159. E’ un diesel speciale, ad alte prestazioni, ma è sintomatico di quanto possa aumentare ulteriormente il carburante con la fine della breve proroga del taglio delle accise. Un caso isolato, ma che fa impressione. È attesa in giornata la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe prorogare per alcuni giorni – forse fino a fine agosto – le misure già in vigore contro il caro carburanti, ossia il taglio delle accise. Lo sconto in vigore attualmente è di 17 centesimi al litro solo sul gasolio. Per le settimane successive, invece, l’esecutivo studia delle misure più selettive, in favore delle fasce di reddito e delle categorie professionali maggiormente gravate dall’impatto del rialzo dei beni energetici. Fra le indiscrezioni circolate, un rimborso sulla social card per chi ha un Isee molto basso. Particolarmente colpito come prevedibile il settore dell’autotrasporto.
“Il caro carburante sta mettendo in ginocchio i padroncini e i piccoli autotrasportatori con il prezzo del gasolio salito oltre 2 euro al litro e i rincari stimati intorno al 20 per cento dall’inizio delle crisi internazionali – spiega Marcello Parma, presidente Cna Cremona – Il carburante incide fino a 35 per cento dei costi operativi di un mezzo, portando così i costi di gestione oltre l’85 per cento dei ricavi totali. Questo è un aggravio importante su ogni pieno, molti operatori stanno valutando lo stop forzato dei mezzi per evitare di lavorare in perdita totale”.