“Ho visto i carrelli volare”: parla una delle persone ferite
La donna è stata colpita durante il violento nubifragio. Decine di persone sono ricorse alle cure dell'ospedale per traumi e contusioni causati dalla tempesta di ghiaccio
La violenta grandinata che si è abbattuta su Cremona nel pomeriggio di giovedì ha lasciato dietro di sé una lunga scia di danni e feriti. In poche ore il Pronto soccorso dell’ospedale cittadino ha accolto 43 persone. Tra loro c’è anche Nadia Zahi, che ha vissuto in prima persona i momenti più drammatici della tempesta.
La donna era uscita per fare alcune commissioni e si trovava alla cassa di un supermercato, mentre la figlia era rimasta in auto ad aspettarla.
“Pensavo di fare in cinque minuti e tornare subito da lei. All’improvviso ho sentito un rumore fortissimo. Non si capiva cosa stesse succedendo, sembrava un terremoto, un bombardamento. Una cosa spaventosa.”
In pochi istanti la situazione è precipitata. Il vento ha iniziato a soffiare con violenza, spingendo carrelli e oggetti nel parcheggio.
“Ho visto i carrelli volare, la gente correre e scappare da tutte le parti. Io non pensavo più a niente, avevo soltanto una preoccupazione: mia figlia che era rimasta in macchina.”
Senza esitazione Nadia ha lasciato la spesa e si è precipitata all’esterno sotto la grandinata.
“Ho preso le chiavi della macchina e sono corsa da lei. Nel tragitto ho preso diverse botte in testa, sulla schiena e sulle mani. Poi ho tirato fuori la bambina dall’auto e siamo tornate di corsa nel supermercato.”
Passata la fase più violenta del temporale, la donna, colpita è andata al Pronto Soccorso
“Siamo arrivati al Pronto soccorso verso le sette di sera e sono uscita solo a mezzanotte e mezza. Era pienissimo. Ovunque c’erano persone spaventate, anziani e giovani. Una situazione davvero impressionante.”
Nelle sale d’attesa si incrociavano racconti simili, accomunati dalla sorpresa e dalla paura provocate da un fenomeno tanto improvviso quanto violento.
«La gente continuava a chiedersi cosa fosse successo. C’era chi parlava di terremoto, chi non aveva capito nulla. Era davvero una scena apocalittica. È una giornata che non dimenticherò mai.”
I medici hanno riscontrato contusioni provocate dall’impatto dei chicchi di ghiaccio, particolarmente dolorose nella zona della testa.
“La grandine mi ha colpita soprattutto qui. Si vedono ancora tre o quattro segni. Mi hanno controllata e mi hanno detto che andrà tutto bene, che passerà piano piano.”
Ma ciò che più l’ha colpita è stato vedere le condizioni in cui versavano altri feriti arrivati in ospedale.
“Ho visto persone con ferite alla testa e alle mani. Una signora che era al parco aveva preso una botta molto forte e non riusciva quasi più a muovere una mano.”
Oggi, ripensando a quelle ore concitate, Nadia guarda soprattutto al lieto fine.
“In quel momento non mi rendevo neppure conto del dolore. Pensavo soltanto a salvare mia figlia. L’importante è che siamo vivi e stiamo bene. Tutto il resto si sistemerà piano piano”.