Cronaca

Le testimonianze dal Pronto Soccorso. “Io incastrato nell’auto non sentivo più le gambe”

Parla Angelo, uno dei ricoverati più gravi in ospedale, dopo che l'auto su cui viaggiava è stata colpita da una pianta collassata per il forte vento di venerdì

Fill-1

Una notte di super lavoro per il Pronto soccorso dell’ospedale di Cremona dopo il violento nubifragio accompagnato da grandine e forti raffiche di vento che ha colpito la città. Numerosi i feriti arrivati in ospedale nelle ore successive all’emergenza. E’ la dirigente del PS Francesca Co’ a raccontare cosa è successo: “È stata una giornata delirante. Abbiamo avuto un discreto iperafflusso di pazienti, per lo più traumatizzati in forma medio-lieve.”

Il personale sanitario ha dovuto far fronte a un aumento improvviso degli accessi, legati soprattutto alle conseguenze del maltempo.
“Cinque sono stati ricoverati, uno è tuttora in osservazione.”
Per gestire l’emergenza, il Pronto soccorso ha rafforzato immediatamente il proprio organico.

“Abbiamo potenziato il contingente medico e infermieristico e attorno all’una, alle due di questa notte, la situazione era già tornata alla pseudonormalità”, ha spiegato la dirigente.
Tra le persone soccorse prevalgono i pazienti che hanno riportato traumi causati direttamente dalla grandinata o dagli effetti delle forti raffiche di vento.

“Prevalentemente traumi. Sia traumatismi diretti per pazienti colpiti soprattutto al capo dai chicchi di grandine, sia per pazienti caduti a causa delle folate di vento.”
Non sono mancati nemmeno gli interventi per situazioni più complesse, con persone coinvolte mentre si trovavano in auto durante la tempesta.

“Abbiamo soccorso anche pazienti che si trovavano in macchina quando è accaduto il tutto e la cui vettura è stata poi schiacciata dagli alberi.”
Nonostante l’intensità dell’evento meteorologico e il forte afflusso di feriti, il sistema di emergenza dell’ospedale è riuscito a reggere l’urto, tornando alla normalità già nelle prime ore della notte.

Drammatica la testimonianza di Angelo, uno dei feriti più gravi ricoverato in ospedale: “Dovevo rientrare a casa, imboccando la via che passa davanti all’ospedale… Si vedeva che non era bello, ma c’era qualche goccia di pioggia. Dopo all’improvviso non si è più visto niente. E dentro di me dicevo: ‘Caspita, è meglio che mi fermo’, ma neanche finito il pensiero mi sono sentito travolgere da una botta bestiale alla testa. E lì che ho capito dopo… che era una pianta che mi è arrivata sulla macchina. È tutto… è tutto stato un susseguirsi di paura, perché non riuscivo a muovermi e avevo dolore”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...