Presidio contro Ddl caccia: “No all’uccisione come mezzo per gestire la fauna selvatica”
Sabato scorso la manifestazione delle sigle ambientaliste e pacifiste cremonesi davanti alla prefettura contro il testo in discussione alla Camera
Anche a Cremona si è tenuta sabato scorso 29 agosto la manifestazione contro il ddl caccia organizzata da diverse sigle ambientaliste e pacifiste in tutta Italia. Il gruppo si è riunito davanti alla sede della Prefettura per contrastare i contenuti del testo approvato a Giugno in Senato e ora in discussione alla Camera che introduce diverse modifiche alla legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio.
Al presidio cremonese presenti gli attivisti di Lav – Lega Antivivisezione, Cessate il Fuoco, Circolo VedoVerde di Legambiente, Lipu, Oipa (organizzazione internazionale protezione animali), Amici dei Mici odv.
Negli interventi che si sono succeduti, sono state evidenziate tra l’altro le connessioni tra la caccia e le devastazioni ambientali, proprio a poche ore dal disastroso evento atmosferico che ha colpito Cremona. Contestata l’assenza di una chiara inversione di tendenza nelle scelte di politica nazionale e globale riguardo i cambiamenti climatici: siccità estrema e eventi temporaleschi disastrosi vanno di pari passo con una gestione inadeguata di quanto sta accadendo sotto gli occhi di tutti.
La crisi ecologica – sostengono gli attivisti – non nasce da un eccesso generalizzato di animali selvatici, ma si inserisce in un contesto segnato dalla distruzione e frammentazione degli habitat, dal consumo di suolo, dall’inquinamento, dalla crisi climatica e da attività produttive che esercitano una pressione crescente sui territori. Scaricare le conseguenze di questa crisi sugli animali significa piuttosto evitare di interrogarsi sulle responsabilità dell’attuale modello di sviluppo.
“Contestiamo un modello che continua a presentare l’uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica – si legge in uno dei documenti circolati a livello nazionale dagli organizzatori della protesta -. Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione. Vogliamo quindi costruire una relazione diversa con gli altri viventi e con i territori, fondata sulla prevenzione, sulla tutela degli habitat e sul progressivo superamento dell’uccisione come strumento ordinario di gestione”.