“Reale e immaginario”, l’Adafa riapre la stagione espositiva
Si tratta della bipersonale di Andrea Ghisoni e Giuseppe Zumbolo: due percorsi artistici diversi, tra pittura figurativa, memoria, materia e astrazione, in mostra a Casa Sperlari fino al 23 settembre
La stagione espositiva dell’Adafa riparte con un incontro tra due linguaggi pittorici lontani, ma capaci di dialogare attraverso il rapporto tra realtà, memoria e immaginazione. Venerdì 11 settembre alle 17.30, a Casa Sperlari, in via Palestro 32, inaugura la bipersonale “Reale e immaginario”, dedicata alle opere di Andrea Ghisoni e Giuseppe Zumbolo.
L’inaugurazione sarà introdotta da Giusy Asnicar, coordinatrice della commissione artistica, mentre la presentazione della mostra sarà affidata al curatore Simone Fappanni. Il percorso propone due esperienze artistiche profondamente differenti: da una parte la pittura figurativa e antologica di Ghisoni, dall’altra la ricerca astratta e materica di Zumbolo.
Pittore di Soncino, nato nel 1939, Andrea Ghisoni torna protagonista con una selezione di opere che ripercorre alcuni dei temi più significativi del suo lungo percorso: paesaggi, scorci urbani, ritratti, nature morte e luoghi della quotidianità. Tra i lavori esposti figurano anche due opere premiate in occasione di estemporanee. In dipinti come Borgo fiorito e Vecchia osteria, la precisione del disegno si accompagna a una particolare attenzione per l’atmosfera e per il carattere dei luoghi.
Il dato reale, nella pittura di Ghisoni, non si esaurisce però nella semplice riproduzione. Strade, edifici, persone e paesaggi vengono osservati e poi restituiti attraverso il filtro della memoria e della sensibilità dell’artista. Il particolare diventa così parte di un racconto più ampio, nel quale la realtà conserva il proprio riconoscibilità ma acquista anche una dimensione emotiva.
Accanto a Ghisoni, la mostra presenta le “Armonie astratte” di Giuseppe Zumbolo, nato nel 1955 a Casal di Principe e da molti anni attivo nel territorio cremonese. Il suo percorso ha attraversato il figurativo, l’informale e la sperimentazione materica, arrivando a una ricerca nella quale la tela stessa diventa parte integrante dell’opera. Particolarmente significativa è la sperimentazione sulle tele piegate, attraverso cui Zumbolo modifica la tradizionale superficie piana del dipinto e costruisce composizioni fatte di pieghe, incisioni, segni, sovrapposizioni e campiture cromatiche. Un processo nel quale l’immagine può partire da una suggestione naturale o da una forma riconoscibile per trasformarsi progressivamente in qualcosa di più aperto e indefinito.
È proprio nell’oscillazione tra ciò che si vede e ciò che si immagina che si trova il punto d’incontro tra i due artisti. Ghisoni parte dal reale e lo trasforma attraverso la memoria; Zumbolo parte dalla materia e dalle sue possibilità per lasciare spazio all’immaginazione. Due direzioni opposte che finiscono così per incontrarsi nello stesso interrogativo: come può un’immagine raccontare qualcosa che va oltre ciò che appare?
La mostra “Reale e immaginario” sarà visitabile gratuitamente a Casa Sperlari fino al 23 settembre, da martedì a domenica, dalle 17 alle 19.