Cronaca

Disastro ferroviario di Pioltello, la Procura generale chiede di ribaltare le assoluzioni in appello

La Procura di Milano ha richiesto la riapertura del processo per ascoltare nuovi testimoni e ha invocato condanne severe per l'ex AD e l'azienda Rfi coinvolta

Il disastro di Pioltello
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La Procura di Milano ha chiesto di ribaltare le assoluzioni del primo grado decise dal Tribunale per l’ex ad Maurizio Gentile, per due ex dirigenti e per Rfi, nell’ambito del processo in appello sul disastro ferroviario di Pioltello, che provocò la morte di tre persone, tra cui Giuseppina Pirri, 39 anni residente a Capralba nel cremasco, che si stava recando al lavoro come ogni mattina. Insieme a lei persero la vita due donne originarie di Caravaggio: Pierangela Tadini, 51 anni, che viaggiava insieme alla figlia rimasta ferita, e Ida Milanesi, 61 anni, stimata dottoressa e dirigente medico dell’Istituto oncologico Besta di Milano.

Nella sua requisitoria, la pm ha chiesto le condanne sollecitate in primo grado: 8 anni e 4 mesi di reclusione l’ex amministratore delegato Maurizio Gentile e l’ex dirigente Umberto Lebruto, 7 anni e 10 mesi. Chiesta pure la condanna di Rfi – assolta anch’essa dal Tribunale – a una sanzione pecuniaria di 900mila euro.

La magistrata ha ricordato la testimonianza degli operai del Nucleo manutentivo, secondo i quali “sulla manutenzione facevano il minimo necessario, tutto il resto era appaltato a ditte appaltatrici esterne e questa era una linea precisa, un indirizzo strategico della società”. Secondo loro, il manutentore “non aveva le procedure che gli consentivano di intervenire”, la segnalazione “partiva dagli operai e arrivava al capo della Unità manutentiva”, ma poi “le procedure erano imprecise”.

Secondo la Pm, in quella tratta transitavano, in quel periodo, 100 treni al giorno, passando “sopra 26 giunti ammalorati”. Questo, secondo lei, ha creato le dondizioni perché Marco Albanesi, ex responsabile dell’Unità manutentiva e unico condannato, “non intervenisse e queste condizioni sono state create a livello centrale e superiore”.

Tra l’altro, la Procura ha anche chiesto la riapertura del processo con l’ascolto di alcuni testimoni, dei consulenti e l’esame degli imputati. Erano le 6.56 del 25 gennaio 2018 quando si verificò l’incidente. Il treno regionale di Trenord 10452 deragliò poco dopo la stazione di Pioltello Limito provocando un vero e proprio disastro ferroviario. Ma ancora oggi la vicenda giudiziaria non si è chiusa.

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