Caro-carburanti, oltre 1700 le imprese colpite. E il tetto al prezzo di Eni non convince
Quasi 1.730 imprese cremonesi fanno i conti con costi sempre più elevat dei carburanti. Le rilevazioni dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre
L’ondata di rincari dei carburanti stravolge i bilanci delle imprese del trasporto e dei servizi in tutta Italia, mettendo sotto pressione anche il tessuto economico del territorio cremonese. Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre relative alle attività iscritte al registro camerale al 31 dicembre 2025, la provincia di Cremona conta un totale di 1.729 imprese operanti nei settori maggiormente colpiti dai rincari alla pompa.
Nello specifico, la fetta più consistente dell’economia locale è rappresentata dagli agenti e rappresentanti di commercio, che a Cremona contano ben 1.208 attività. Per questi professionisti, costretti a macinare migliaia di chilometri all’anno con provvigioni fisse, il costo del pieno si traduce in un’erosione diretta del reddito. Segue il comparto dell’autotrasporto merci e servizi di trasloco, con 427 imprese cremonesi. Infine, il servizio di mobilità locale presidiato da tassisti e autonoleggiatori con conducente (NCC) registra 94 realtà attive.
Nel confronto sul caro carburanti torna inoltre il tema del tetto al prezzo praticato da Eni in alcune campagne commerciali. Un intervento che può contribuire a contenere gli aumenti alla pompa, ma che per le categorie economiche più esposte non risolve il problema dell’impennata dei costi operativi legati a diesel e benzina.