Cronaca

La corsa alle stazioni Eni: carburante esaurito in alcuni distributori del cremonese

Per tutta la giornata anche a Cremona lunghe code per fare rifornimento al "Cane a sei zampe". Ma in alcuni distributori il carburante è già andato esaurito

Benzina fuori servizio in un distributore Eni di Cremona
Fill-1

Code proseguite per tutta la giornata ai distributori Eni, per effetto del tetto voluto dal gigante petrolifero. E in alcuni dei punti vendita cittadini la benzina è già andata in esaurimento (anche se, rassicurano gli addetti, arriveranno nuovi rifornimenti nelle prossime ore). La situazione rimane comunque sotto controllo.

L’ora X è scattata alle 8 e, fin da subito, si sono registrate lunghe code di automobilisti a caccia di qualche euro di risparmio.

È l’effetto del maxi taglio delle tariffe promosso da Eni su tutto il territorio nazionale per tentare di calmierare l’ondata di caro carburante. Nei punti vendita del “cane a sei zampe” i prezzi scendono di circa 17 centesimi al litro: benzina a 1,99 euro e gasolio a 2,19. Secondo le prime stime, il ribasso garantirà un risparmio medio di circa 80 euro a famiglia.

“Meno male – ci dice una donna, alle prese con la pompa di benzina –. Ci voleva, anche per far riposare un po’ il portafoglio. Speriamo che si abbassi ancora un po’, insomma”.
“È un supporto importante – conferma un altro automobilista –, ma speriamo che duri, perché per chi ha bisogno dell’auto per lavoro è una cosa fondamentale”.

Nel frattempo, la concorrenza non resta a guardare. Italiana Petroli (Ip) – passata lo scorso maggio sotto il controllo dell’azienda energetica azera Socar – ha annunciato a sua volta uno sconto sui listini. Una contromossa che sullo Stivale andrà a toccare, almeno teoricamente, il 40% dei distributori.
Per capire se si tratterà di un vero effetto a cascata è ancora presto, e i prossimi giorni saranno decisivi. Basti pensare che sul nostro territorio, a Cremona, la maggior parte degli impianti viaggia ancora su cifre ben diverse: circa 2,40 euro al litro per il diesel e poco meno di 2,20 per la benzina.

“Sapevamo che qui, inizialmente, ci sarebbe stato un flusso enorme di clienti – ci dice un benzinaio di un distributore Eni in città –. È una buona iniziativa da parte di Eni, sia per noi gestori che per la compagnia. In ogni caso, i prezzi vengono regolati in base alle giacenze: nessun gestore o operatore ci rimetterà nulla“.

Tutti d’accordo allora? Non proprio.
A livello nazionale, la Federazione dei gestori e Assopetroli hanno alzato gli scudi contro l’operazione, definendola insostenibile per la rete.
Il timore delle associazioni di categoria è che la mossa di Eni provochi una drastica distorsione del mercato, schiacciando i piccoli operatori e le cosiddette “pompe bianche”.
Si ipotizzano addirittura gli estremi per un caso di “concorrenza sleale” che potrebbe sollecitare l’intervento dell’Antitrust, ricalcando le polemiche scoppiate pochi mesi fa in Francia a seguito del tetto sui prezzi imposto da TotalEnergies.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...