Mancata sospensione della partita del 28 agosto, Ceraso attacca Virgilio
La consigliera di opposizione: "E' mancata autorevolezza". Il sindaco: "In quei momenti la priorità era gestire l'emergenza"
Duro botta e risposta tra Maria Vittoria Ceraso e il sindaco Andrea Virgilio in apertura di Consiglio Comunale, con la capogruppo di “Oggi per Domani” che è tornata con un ‘interrogazione sulla polemica del mancato annullamento della partita Cremonese – Modena nella serata del 28 agosto, a poche ore dal nubifragio che ha messo in ginocchio la città.
Ceraso è partita all’attacco: “Lei ha dichiarato sui canali social che avrebbe voluto rinviare la partita, ma ha lasciato chiaramente intendere che altri hanno deciso per lei e sopra di lei. Il risultato politico e mediatico è stato immediato: la sua pagina ha incassato migliaia di “like”, i cittadini l’hanno applaudita come il difensore della città e, contestualmente, quegli stessi cittadini si sono scatenati in insulti e attacchi durissimi contro il Prefetto, le forze dell’ordine e la Lega Calcio.
“Ebbene – ha aggiunto Ceraso – questo a mio parere non è un modo corretto di governare. Questo è un modo scorretto di carpire la fiducia dei cittadini.
Lei ha usato la comunicazione pubblica per avere la solidarietà della piazza social scaricando l’intera responsabilità istituzionale su altri organi dello Stato, pur di uscirne politicamente indenne”.
“Di fronte a una situazione di emergenza, come da lei rappresentata nello stesso post, di strade bloccate, di alberi pericolanti e di potenziale rischio per l’incolumità dei cittadini, lei aveva il potere legale di firmare un’ordinanza contingibile e urgente per vietare la disputa dell’incontro sul suo territorio”.
E a titolo di esempio, Ceraso ha portato il caso del sindaco di Bologna Lepore che aveva annullato una partita che si doveva tenere due giorni dopo l’alluvione in Emilia Romagna.
Virgilio ha ribadito che sia lui che l’assessore alla sicurezza Santo Canale erano contrari allo svolgimento della partita ma che in quelle ore convulse dopo il nubifragio non era stato possibile fare un approfondimento giuridico per redigere un’ordinanza per bloccare la partita, scelta peraltro da motivare in modo molto approfondito, perché quell’ordinanza rischiava di andare in contrasto con le forze responsabili dell’ordine pubblico.
“Tutte le nostre competenze andavano messe a disposizione dei cittadini”, ha aggiunto Virgilio, “l’emergenza era appena esplosa, la partita era imminente e la questione doveva essere affrontata nell’arco di un paio d’ore, mentre arrivavano segnalazioni e richieste di intervento.
Occorre ricordare quel momento. La città era praticamente bloccata e per muoversi da un punto all’altro, potevano servire anche tre quarti d’ora.
Palazzo Comunale era inagibile, il personale non era disponibile, era venerdì sera. Quindi voi capite che gestire una città in quel momento, richiede prontezza, determinazione e soprattutto capacità di concentrare le risorse sui pericoli reali, imminenti, sull’emergenza reale e su quello che va fatto nell’immediato”.
“Ho ritenuto di sostenere la richiesta di rinvio attraverso il confronto diretto, cercando una decisione condivisa per dare forza e garantire piena legittimità a questa opzione. Collaborare con Questura e Prefettura non significava condividere ogni valutazione. Nello specifico la nostra contrarietà alla partita era stata manifestata e rimaneva tale”, ha poi aggiunto.
Virgilio ha poi fatto chiarezza sulle competenze deegli organismi istituzionali, a partire dal CCS, il Centro coordinamento soccorsi nelle situazioni di emergenza.
“A Bologna la necessità di sospendere la partita era stata condivisa con Prefetto e Questore proprio in quella sede. L’ordinanza del sindaco Lepore fu adottata il 24 ottobre 2024 per un incontro previsto il 26 ottobre, dopo l’alluvione dei giorni precedenti. C’erano stati un confronto, una valutazione comune e la possibilità di formalizzarla. Sono fattispecie completamente differenti nei tempi e nel percorso di definizione dell’ordinanza.
A Cremona il CCS, nelle ore immediatamente successive al nubifragio, non era stato convocato: la convocazione è avvenuta la domenica successiva. Le interlocuzioni sulla partita avvenivano attraverso contatti diretti e verbali, mentre eravamo nella prima gestione dell’emergenza”.
“L’autorevolezza – ha concluso il sindaco alzando i toni – passa dalla scelta delle priorità: per noi la priorità è stata quella di intervenire sull’emergenza, per la consigliera Ceraso priorità è stata quella di innescare una polemica del tutto fuori luogo sull’amministrazione. Segnalare un problema concreto nelle prime ore può aiutare a intervenire meglio. Introdurre accuse e giudizi sommari basata su una giurisprudenza altrettanto sommaria, mentre si stanno ancora affrontando situazioni di pericolo, produce un effetto dannoso per le istituzioni che si rappresentano e per la nostra comunità”.
Spiegazioni che non hanno convinto la consigliera di “Oggi per Domani”, ribadendo in sostanza le proprie posizioni.