Cronaca

Assemblea a Brescia dopo lo sciopero dei penalisti: “Dibattito proficuo e tante idee”

In seguito all'astensione dei penalisti durata una settimana, i rappresentanti della Camera Penale della Lombardia Orientale hanno tirato le somme

Un momento dell'assemblea a Palazzo di Giustizia di Brescia
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Si è svolta ieri mattina a Palazzo di Giustizia di Brescia l’assemblea straordinaria della Camera Penale della Lombardia Orientale “Giuseppe Frigo”, prevista al termine della settimana di astensione dalle udienze indetta dall’Unione delle Camere Penali Italiane e presieduta dal neo presidente Viviana Torreggiani.

Le ragioni dell’astensione, che per la prima volta dopo tanti anni si è protratta per un’intera settimana, si ravvisano nella “deplorevole e inumana condizione nella quale versano da ormai troppo tempo le carceri italiane e, più nello specifico, i fatti gravissimi avvenuti proprio all’interno di una Casa Circondariale di Perugia, dove innumerevoli detenuti sono stati intercettati, all’interno delle sale colloquio, durante gli incontri con i loro difensori“.

“Tali indebite, e probabilmente criminose  condotte“, si è detto nell’assemblea, “rappresentano una gravissima lesione del diritto di difesa, violano la segretezza delle comunicazioni, confliggono con le garanzie di libertà del difensore e travalicano i dettami della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo“.

La discussione si è incentrata prevalentemente sui fatti avvenuti a Perugia con il contributo di due ex Presidenti dell’Unione delle Camere Penali Italiane, i professori Gaetano Pecorella e Oreste Dominioni, che hanno condiviso con l’assemblea alcune loro esperienze analoghe, una delle quali avvenuta a Bergamo.

“Episodi nei quali la sacralità del segreto tra difensore e assistito è stata violata”, è stato detto, “non sono purtroppo nuovi, ma nei fatti di Perugia sorprende l’eccesso di intercettazioni illegali che si sono protratte, pare (perché le stesse risposte fornite dal ministro Nordio sono state vaghe e poco esaurienti), per oltre 6 mesi in quattro diverse sale colloqui del locale carcere, andando quindi a toccare un numero enorme di cittadini”.

Nel corso dell’assemblea sono intervenuti molti altri associati, tra i quali l’avvocato Andrea Cavaliere, membro della Giunta nazionale Unione Camere Penali Italiane, e l’avvocato Oliviero Mazza, consigliere della Camera Penale della Lombardia Orientale, che ha ricordato come episodi simili siano “avvenuti anche in altre democrazie occidentali, ma che abbiano sempre portato a conseguenze gravi (dato che grave è la violazione) per i magistrati autori di quei fatti, mentre da noi, purtroppo, nulla di questo sembra accadere (salvo l’invio degli Ispettori del Ministero, disposto per una volta su questioni reali e non politiche)”.

Per queste ragioni il direttivo della Camera Penale della Lombardia Orientale “si riserva di assumere tutte le iniziative del caso al fine di dare seguito al proficuo dibattito svoltosi in assemblea e alle tante idee raccolte. Quel che è certo è che i penalisti non staranno a guardare di fronte a simili violazioni dei diritti costituzionalmente tutelati, come mai hanno fatto”.

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