Cronaca

Data center, Piloni: “La Lombardia deve rimettere mano alla legge”

Il consigliere regionale del Pd torna sulla normativa: “Avevamo segnalato le criticità. Servono regole chiare e più tutele per i territori”

Matteo Piloni
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“In Lombardia da oggi abbiamo una legge a cui presto bisognerà mettere mano, perché non tutela i territori in modo sostenibile e compatibile con l’interesse pubblico”. Lo dichiarava il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni lo scorso 26 maggio, in occasione dell’approvazione della legge regionale sulla regolamentazione dei data center. Una posizione che oggi torna a ribadire, alla luce della revisione della normativa annunciata dall’assessore alle Risorse energetiche Massimo Sertori. “Infatti, la stessa maggioranza che l’aveva approvata – sottolinea Piloni – si trova oggi a dover intervenire nuovamente, a conferma del fatto che quel provvedimento non dava le tutele necessarie ai territori, come avevamo chiesto e proposto noi”.

Secondo il consigliere dem, la questione dei data center non può essere affrontata limitandosi a un solo aspetto. “Il tema dei data center – prosegue Piloni – non può essere affrontato senza tenere insieme politiche industriali, consumo di suolo, sostenibilità ambientale e impatto sui territori”.

Un tema che, aggiunge, riguarda da vicino anche il territorio cremonese, dove è previsto il progetto di un maxi data center a Pozzaglio ed Uniti. “Il progetto del maxi data center di Pozzaglio ed Uniti rende ancora più evidente la necessità di avere regole chiare e strumenti adeguati per governare questi insediamenti, garantendo una compatibilità territoriale e ambientale adeguata”.

Piloni torna quindi sulle proposte avanzate dal Pd già durante l’iter della legge regionale. “Lo avevamo detto anche allora – insiste –: serve innanzitutto una priorità vincolante per il recupero delle aree industriali dismesse. E serve una cornice nazionale che definisca soglie e limiti uniformi, lasciando poi alle Regioni la possibilità di declinarli tecnicamente sulla base delle specificità dei territori”. Per il consigliere regionale è inoltre necessario intervenire sul fronte delle possibili speculazioni legate alla crescita degli insediamenti destinati ai data center. “Servono – aggiunge – norme e strumenti per affrontare le speculazioni in atto”.

Infine, Piloni interpreta la decisione della Regione di rivedere la normativa come una conferma delle criticità sollevate dall’opposizione. “Il fatto che oggi anche chi governa la Regione si sia accorto che qualcosa non funziona e abbia deciso di rimettere mano alla legge ci dà ragione sulle criticità che avevamo sollevato – conclude Piloni –. Non possiamo continuare a rincorrere i problemi dopo che si sono manifestati. Le nostre proposte andavano nella direzione di tutelare i territori e garantire uno sviluppo compatibile, e sono ancora tutte sul tavolo”.

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