Cronaca

Don Davide Ferretti torna a Cremona: “Si ricomincia, con una comunità aperta al mondo”

Dopo sei anni in Brasile, il sacerdote cremonese ha assunto domenica la guida dell’unità pastorale "Madre di speranza"

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“Devo reimparare a fare il prete e a fare il parroco”. Don Davide Ferretti lo dice con un sorriso, chiedendo alla sua nuova comunità “un po’ di pazienza”. Dopo sei anni vissuti in Brasile, a Salvador de Bahia, il sacerdote cremonese torna infatti a Cremona per un nuovo incarico: è lui il parroco dell’unità pastorale Madre di speranza, realtà che riunisce quattro parrocchie cittadine.

L’ingresso ufficiale è avvenuto domenica 4 ottobre, nella chiesa di San Francesco d’Assisi allo Zaist, proprio nel giorno della festa patronale. Una celebrazione partecipata, con la chiesa piena fino al sagrato, alla quale hanno preso parte i fedeli delle quattro comunità, familiari e amici dei sacerdoti, gli scout del gruppo Cremona 3 e una rappresentanza della comunità cattolica romena.

Un appuntamento che ha segnato non soltanto l’arrivo del nuovo parroco, ma l’avvio di una nuova fase per l’intera unità pastorale.

Accanto a don Ferretti ha iniziato il proprio servizio anche don Alessandro Galluzzi, sacerdote novello, originario come Ferretti di Pizzighettone, che assume l’incarico di vicario parrocchiale. A completare la squadra pastorale ci sono don Antonio Agnelli, don Vilmo Realini, don Gianni Cavagnoli, don Ionut Gabriel Giurgica e padre Stanley Chinenye Ugwoha. Una squadra, appunto. È stata questa una delle parole chiave utilizzate dal vescovo Antonio Napolioni durante la Messa. Rivolgendosi alla comunità, ha invitato a non pensare alla parrocchia come a una realtà nella quale tutto debba essere fatto dai sacerdoti. “Pensate che squadra che avete! Non sprecatela e non fate fare tutto a loro”, è stato il suo invito.

Perché il nuovo cammino, nelle intenzioni del vescovo, non dovrà essere costruito soltanto attorno al parroco, ma coinvolgere l’intera comunità. Il sacerdote non può “stare dappertutto, fare tutto, decidere tutto”: il vero protagonista della vita della Chiesa è il popolo dei battezzati. Il messaggio è arrivato in una giornata particolarmente significativa anche per la scelta della chiesa di San Francesco come luogo dell’ingresso. La celebrazione si è svolta infatti nella festa del patrono d’Italia, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.

Prima della Messa, sul sagrato, è arrivato anche il saluto dell’amministrazione comunale. Il sindaco Andrea Virgilio ha accolto il ritorno di don Ferretti ricordando il sacerdote conosciuto quando era ancora ragazzo e l’esperienza maturata in Brasile.

E proprio dal Brasile è ripartito il racconto di don Davide. Nel 2019 il sacerdote aveva lasciato la diocesi di Cremona per raggiungere Salvador de Bahia come sacerdote fidei donum. Nella parrocchia Jesus Christo Ressuscitado aveva prima affiancato don Emilio Bellani e, dal 2021, ne aveva assunto la guida. Un’esperienza pastorale che ora porta con sé nel nuovo incarico cremonese. “L’esperienza del Brasile, chiaramente, un po’ mi ha segnato”, ha raccontato al termine della celebrazione. Ma non c’è nostalgia nel suo approccio, quanto piuttosto la volontà di ripartire mettendo a frutto ciò che ha vissuto. E il programma, nelle sue parole, è molto concreto: costruire comunità “aperte, accoglienti e fraterne”.

Parola, Eucaristia, Carità e Comunità sono i quattro punti che don Ferretti ha indicato come fondamentali. Un’impostazione maturata anche durante gli anni brasiliani e che ora vuole riportare nella realtà delle quattro parrocchie cremonesi. La fede, ha spiegato, passa dall’ascolto della Parola e dalla celebrazione dell’Eucaristia, ma non può fermarsi dentro le mura della chiesa. Da qui l’importanza della carità, intesa come attenzione agli altri, servizio, dialogo, incontro e fraternità. Il risultato dovrebbe essere una comunità capace di guardare anche fuori da se stessa. “Abbiamo bisogno di incontrarci”, ha detto don Ferretti, indicando nell’Eucaristia, nella Parola e nella carità i punti attorno ai quali costruire il cammino cristiano, “ma con una grande apertura sul mondo”. È questa, dunque, la sfida che attende il nuovo parroco: tenere insieme quattro comunità, storie e sensibilità differenti, valorizzando il lavoro già fatto e costruendo nuove relazioni.

Non a caso, nel suo primo saluto ai parrocchiani, don Ferretti ha voluto ricordare chi lo ha preceduto. In particolare don Pietro Samarini, scomparso nel 2025, che aveva guidato l’unità pastorale negli anni precedenti, e tutti coloro che hanno contribuito a costruire il percorso della “Madre di speranza”.

“Mi inserisco con rispetto in un cammino che mi ha preceduto e che ha dato grandi frutti”, ha scritto rivolgendosi alla comunità, tra cui anche il sindaco Andrea Virgilio. E il nuovo parroco, tornando a Cremona dopo l’esperienza missionaria in Brasile, ha già indicato la direzione: non una comunità ripiegata su se stessa, ma una Chiesa capace di accogliere, incontrare e guardare al mondo.

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