Cronaca

“Figlie dell’Ombra”, sold out e applausi al Monteverdi per le donne dimenticate dalla storia dell’arte

Lo spettacolo promosso da I Care We Care ha riportato alla luce artiste rimaste per secoli all'ombra di uomini più celebri. Durante la serata presentato anche "Filo Rosso", nuovo progetto nato a Cremona con il Rotary Club Cremona Monteverdi

Il teatro Monteverdi
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Teatro Monteverdi tutto esaurito e applausi a scena aperta per “Figlie dell’Ombra“, lo spettacolo portato in scena venerdì sera dalla compagnia teatrale “La Casta D.” per riportare alla luce le storie di donne che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte, senza ricevere per lungo tempo il riconoscimento riservato a mariti, padri, maestri o persino allievi.

Promossa dall’associazione I Care We Care Aps e dal Rotary Club Cremona Monteverdi, la rappresentazione è stata scritta e diretta da Denise Valentino, con l’assistenza alla regia di Cristina Guindani, ed è liberamente ispirata a una ricerca di Arti Sorelle. Un viaggio che ha scelto il teatro per cambiare prospettiva sulla narrazione tradizionale dell’arte e riportare in primo piano figure femminili rimaste ai margini nonostante il valore delle loro opere, invenzioni e performance.

Sul palco Anna Adami, Simonetta Antonietti, Lara Boni, Marta Cocciolo, Alessandra Galvani, Katia Orlando, Chiara Pedroni, Chiara Ronda, Marta Schiavo e Gianfranca Zelioli, con la partecipazione straordinaria di Morgana Contardi. Dietro le quinte Laura Bosio, Piera Cosma e Cristina Guindani, mentre le musiche sono state realizzate da We Must.

Ma la serata ha avuto anche un secondo obiettivo, è stata infatti l’occasione per presentare “Filo Rosso”, il nuovo progetto di I Care We Care nato dalla collaborazione con il Rotary Club Cremona Monteverdi. “È un progetto che nasce da Cremona e si diffonderà poi in tutta Italia”, ha spiegato Stella Abbamonte, presidente di I Care We Care. Alla base c’è l’idea di costruire una rete capace di mettere in circolo informazioni utili per affrontare situazioni di difficoltà e pericolo. “Solo insieme, solo costituendo un Filo Rosso tra di noi che ci unisce, possiamo veramente cercare di affrontare situazioni difficoltose”, ha sottolineato Abbamonte.

Il primo passo partirà dalle scuole attraverso una soluzione volutamente semplice e immediata: adesivi collocati all’interno dei bagni, luoghi nei quali una ragazza o un ragazzo in difficoltà può trovarsi lontano dagli sguardi degli altri. Gli adesivi conterranno informazioni definite “salvavita”, alle quali si affiancheranno successivamente video e ulteriori iniziative di sensibilizzazione.

“Abbiamo pensato di iniziare a diffondere delle informazioni salvavita partendo dalle scuole – ha spiegato Abbamonte –. Da qui poi sono legati tanti altri progetti, video che verranno realizzati con informazioni utili, sempre con la finalità di sensibilizzare tutte le persone e creare una rete di solidarietà“.

Stefano Miglioli, presidente del Rotary Club Cremona Monteverdi, ha ricordato come alla base della collaborazione ci sia un rapporto costruito nel tempo e soprattutto la condivisione della volontà di impegnarsi concretamente per il territorio. L’incontro tra il Rotary cremonese e I Care We Care ha permesso di passare dalle intenzioni a un progetto comune, facendo proprio di quella rete evocata dal nome “Filo Rosso” il metodo con cui portarlo avanti.

Il progetto ha già ottenuto il patrocinio del Comune di Cremona e, come annunciato durante la serata, quello dell’Università degli Studi di Milano, primi passi di un’iniziativa nata sul territorio cremonese ma pensata per una diffusione più ampia.

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