“Beethoven a Cremona”: il repertorio per fortepiano ed archi per il bicentenario
Al via il 15 ottobre il progetto della Società Filarmonica Ruggero Manna tra formazione, ricerca e concerti in vista del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven
Prenderà il via giovedì 15 ottobre il progetto Beethoven a Cremona: il repertorio per fortepiano ed archi per il bicentenario, promosso dalla Società Filarmonica Ruggero Manna e coordinato dalla presidente Eleonora Carapella, in vista delle celebrazioni del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che ricorrerà nel 2027.
L’iniziativa, realizzata con il patrocinio, sostegno e la collaborazione del Comune di Cremona e con il sostegno di Banca di Piacenza, 2C Travel e Idea Verde Maschi, intende valorizzare uno dei capitoli più significativi della produzione cameristica beethoveniana attraverso l’utilizzo di strumenti storici e un approccio fondato sulla prassi esecutiva storicamente informata. Il progetto nasce inoltre dalla volontà di creare un dialogo tra il patrimonio musicale europeo e le eccellenze che caratterizzano l’identità culturale di Cremona: la tradizione liutaria, la ricerca musicologica e la formazione musicale.
Il programma si sviluppa su due anni e prevede un percorso che unisce formazione, approfondimento culturale ed esecuzione concertistica, accompagnando il pubblico verso le celebrazioni del 2027.
LE MASTERCLASS
Primo appuntamento saranno le masterclass internazionali in programma dal 15 al 18 ottobre 2026 presso la sede della Società Filarmonica Ruggero Manna e l’Atelier di liuteria di Francesco Toto. Protagonisti saranno nove ensemble composti da giovani musicisti provenienti da diversi Paesi europei, chiamati a confrontarsi con il repertorio per fortepiano ed archi di Beethoven su strumenti storici.
I partecipanti lavoreranno sotto la guida di tre docenti di riconosciuto prestigio internazionale: Marco Testori, docente di violoncello storico al Mozarteum di Salisburgo, Stefano Barneschi, primo violino de Il Giardino Armonico, e Costantino Mastroprimiano, tra i massimi specialisti del pianoforte storico e titolare della prima cattedra italiana dedicata a questa disciplina.
Durante il percorso formativo verranno utilizzate copie fedeli degli strumenti, della collezione di Francesco Zanotto, che accompagnarono la produzione beethoveniana, consentendo agli allievi di approfondire il repertorio secondo criteri filologici e interpretativi coerenti con la prassi esecutiva dell’epoca.
I CONCERTI
L’attività concertistica proseguirà con due appuntamenti affidati ai musicisti della Società Filarmonica Ruggero Manna: Martedì 3 novembre e giovedì 3 dicembre. I due eventi si terranno nella sala della Società Filarmonica di via Tribunali 10 a Cremona e rientrano nella rassegna A Tastar Corde, giunta alla sua quarte edizione.
Gli appuntamenti saranno dedicati ad autori che operarono nella Vienna degli stessi anni di Beethoven e che contribuirono a definire il contesto musicale in cui il compositore sviluppò il proprio linguaggio artistico. In programma musiche di Johann Nepomuk Hummel, Adalbert Gyrowetz, Ferdinand Ries e Franz Schubert, figure fondamentali per comprendere più ampiamente il panorama musicale viennese tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.
IL BICENTENARIO
Le celebrazioni culmineranno nel 2027 con l’esecuzione dell’integrale del repertorio cameristico per fortepiano ed archi di Ludwig van Beethoven su strumenti storici, con concerti in cui si darà spazio ampio anche ai giovani e agli allievi che si saranno distinti durante il percorso formativo, nell’ottica di offrire opportunità concrete di crescita professionale ai giovani musicisti.
L’obiettivo è costruire un percorso culturale di ampio respiro che trasformi il bicentenario non in una semplice ricorrenza celebrativa, ma in un’occasione di crescita artistica, formazione e valorizzazione del patrimonio musicale europeo, coinvolgendo giovani interpreti, studiosi e pubblico in un progetto condiviso.
“Con questo progetto desideriamo offrire a Cremona un percorso culturale che unisce formazione, ricerca ed esecuzione” dichiara Eleonora Carapella, presidente della Società Filarmonica Ruggero Manna. “Beethoven rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la storia della musica e il suo repertorio per pianoforte ed archi costituisce un terreno ideale per valorizzare sia la tradizione liutaria della nostra città sia il dialogo tra studio musicologico e pratica esecutiva. Il bicentenario del 2027 sarà il punto di arrivo di un lavoro costruito nel tempo, capace di coinvolgere giovani musicisti europei, docenti di livello internazionale e le realtà culturali del territorio. Un ringraziamento innanzitutto all’Amministrazione comunale che ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto e agli sponsor che hanno permesso di realizzarlo”.
Il progetto Beethoven a Cremona rappresenta bene il modo in cui intendiamo costruire una politica culturale legata alla musica: non solo grandi appuntamenti, ma percorsi che uniscono formazione, ricerca e produzione artistica. È significativo che un progetto dedicato a Beethoven parta da Cremona e metta in relazione il patrimonio musicale europeo con competenze profondamente legate alla nostra città: liuteria, ricerca e formazione musicale, coinvolgendo giovani musicisti da diversi Paesi europei.
Il bicentenario del 2027 può così diventare un’occasione per costruire già oggi un percorso capace di lasciare competenze, relazioni e opportunità per i giovani musicisti. Ringrazio la Società Filarmonica Ruggero Manna per aver promosso e organizzato questo progetto, che contribuisce a rafforzare il ruolo di Cremona come Città della Musica» dichiara Luca Burgazzi, assessore al Turismo, espressività giovanile, associazionismo e Città della Musica della città di Cremona.
Con “Beethoven a Cremona”, la Società Filarmonica Ruggero Manna conferma il proprio impegno nella diffusione della musica per pianoforte e strumenti ad arco eseguita secondo criteri storicamente informati, contribuendo a rafforzare il ruolo di Cremona come luogo di incontro tra tradizione musicale, ricerca e innovazione culturale.