“Affetti Sacri”: In Santa Maria Maddalena il concerto del Monteverdi
Un percorso capace di mettere in luce l'infinita varietà di stili con cui il Barocco e il Classicismo hanno saputo tradurre in musica i sentimenti umani più profondi
“Affetti Sacri”, venerdì mattina in Santa Maria Maddalena, ha offerto uno sguardo trasversale sulla produzione a tema religioso, vocale e strumentale del Sei e Settecento. Un percorso capace di mettere in luce l’infinita varietà di stili con cui il Barocco e il Classicismo hanno saputo tradurre in musica i sentimenti umani più profondi e intimi: la devozione, il dolore, la gioia e la contemplazione.
Sentimenti che arrivano ad intersecare il senso più autentico della vita e della morte. Protagonisti del concerto sono gli allievi di canto storico, della docente Silvia Frigato, di Organo e Clavicembalo, della classe di Giovanna Fornari e del corso di Violino (tenuto da Edoardo Zosi). Come pianista accompagnatrice è intervenuta la professoressa Alexandra Filatova. La bellezza di questo programma risiede proprio nei suoi contrasti: il silenzio quasi mistico del violino solo e la maestosità dell’organo, la struggente fragilità del pianto della Vergine e la gioia radiosa della lode.
In questo caleidoscopio emotivo si passa dalla intimità espressiva di Johann Sebastian Bach, con la Cantata Ich habe genug, BWV 82, che si risolve nella pace interiore assoluta della celeberrima ninna nanna spirituale “Schlummert ein”, fino al Laudamus te di Vivaldi, un luminoso duetto per due soprani che esprime una lode esuberante, dinamica e quasi operistica, costruita su serrati e gioiosi scambi imitativi tra le due voci.
Così come appare affascinante il confronto tra le pagine dello Stabat Mater, nella essenzialità drammatica di Pergolesi, dove le note sembrano spezzarsi sotto il peso dei sospiri e la scrittura più densa di Haydn, tesa per dare forma con solennità e vigore al dramma del Calvario. O, ancora, due pagine di Buxtehude, Zipoli e Haendel così caratterizzata dalla purezza celestiale che si arricchisce di un respiro strumentale ampio e commovente.
Proprio la sfida interpretativa restituisce testimonianza tangibile del valore degli artisti, ormai labiati verso il professionismo. Per il corso di canto si sono esibiti Marco Faversani, Pietro Macculi e Aiko Yodoki, ai quali si sono aggiunti l’organista Francesco Taboni e Stefan Stancic, violinista tanto talentuoso quanto poliedrico. Al dì là del virtuosismo la loro lettura mette in luce quanto queste partiture sappiano parlare direttamente alla nostra sensibilità contemporanea, e lo facciano con straordinaria attualità. Così, in Santa Maria Maddalena, prende forma un dialogo intimo tra epoche e stili diversi, in cui la sacralità e l’umano si fondono fino a toccare le corde più profonde dell’anima.