“Adolescenti esplosivi”, ma ricchi di risorse: il confronto con Stefano Rossi
All’Accademia della Genitorialità di Castelverde lo psicopedagogista invita gli adulti a guardare i ragazzi con occhi : diversi fino a ciò che gli adolescenti possono insegnare agli adulti
Proseguono a Castelverde gli incontri dell’Accademia della Genitorialità, il progetto promosso dall’assessore alle Scuole e Vice sindaco di Castelverde Cinzia Vuoto per offrire alle famiglie occasioni di confronto e strumenti educativi sui temi dell’adolescenza.
“Si tratta di una rassegna che abbiamo chiamato Accademia della Genitorialità, progettata proprio per le famiglie, per riuscire a dare uno strumento, un momento di confronto e di approfondimento sui temi così importanti legati all’adolescenza e alle problematiche giovanili in generale”, spiega l’assessore Cinzia Vuoto. “È un progetto con il quale vorremmo creare una rete di collaborazioni rafforzandole tra le varie realtà educanti del territorio”.
Tra gli ospiti dell’ultimo appuntamento lo psicopedagogista Stefano Rossi, autore del libro “Adolescenti esplosivi”, che spiega da dove arriva questa “esplosività”.
“L’adolescente di base deve essere un coltello, cioè deve tagliare simbolicamente il cordone ombelicale che lo lega al genitore e al bambino che non può più essere”, spiega Rossi. “Oggi però abbiamo un problema, perché siamo in una società in cui c’è un’estetica della violenza e un vuoto esistenziale e questo rende incendiari alcuni comportamenti del ragazzo”.
Un fenomeno che, secondo l’esperto, viene amplificato anche dai social network.
“I social sono un megafono di quella che nel libro definisco la società della competizione infernale”, sottolinea Rossi. “Questa generazione deve essere vincente e prestazionale. Questi ragazzi devono essere belli, popolari, di successo. E questo alimenta ansia, paura e angoscia che li rendono più fragili”.
Il confronto si sposta poi sul rapporto tra genitori e figli, un tema centrale in ogni percorso educativo.
“In parte l’adolescente deve essere esplosivo, deve tagliare il cordone ombelicale con noi”, osserva Rossi. “Abbiamo paura del dolore e del negativo e, forse in buona fede, cerchiamo di tenerli stretti a noi. Ma questo può scatenare la rabbia dell’adolescente”.
E se spesso sono gli adulti a voler insegnare ai ragazzi, lo psicopedagogista ribalta la prospettiva. Anche gli adolescenti, infatti, hanno molto da trasmettere.
“Direi tantissimo. La mente adolescente è capace di creatività, curiosità e dà valore all’amicizia e ai legami. Nella mente adolescente nasce il pensiero”, conclude Rossi. “Io credo che questi quattro elementi, creatività, pensiero, amicizia e cura delle relazioni, forse dovremmo impararli proprio dai ragazzi”.