Cultura e spettacoli

STRADIVARIfestival, cinque solisti d’eccezione sul palco dell’Auditorium Arvedi con “Quintetti”

In programma Schubert e Brahms, tra grandi capolavori cameristici e preziosi strumenti di liuteria storica, dal violino Stradivari Barrere del 1727 al violoncello Gofriller del 1710

Rosanne Philippens
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Cinque interpreti di fama internazionale, strumenti storici di straordinario valore e due capolavori della musica da camera per un appuntamento all’insegna della grande musica. Sabato 17 ottobre, alle 21, l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino ospiterà “Quintetti”, il progetto che riunisce Edicson Ruiz al contrabbasso, Rosanne Philippens al violino, Sara Ferrández alla viola, Alban Gerhardt al violoncello e Thomas Hoppe al pianoforte, protagonisti di una serata inserita nel cartellone di STRADIVARIfestival, la rassegna promossa da Unomedia e Museo del Violino con il sostegno della Fondazione Arvedi Buschini e di MdV friends.

Il programma accosterà due pagine fondamentali del repertorio cameristico: il Quintetto in la maggiore “La Trota” di Franz Schubert e il Quartetto per pianoforte in sol minore di Johannes Brahms, proposto nella versione per quintetto realizzata da Arnold Schönberg. Un’occasione speciale anche per ammirare e ascoltare strumenti di liuteria storica di eccezionale pregio, tra cui il violino Barrere del 1727 di Antonio Stradivari, una viola David Tecchler del 1730 e un violoncello Matteo Gofriller del 1710. Il percorso musicale si aprirà con Schubert, che Franz Liszt definì «il più grande poeta in musica che sia mai esistito», riconoscendone la straordinaria capacità di trasformare la sensibilità poetica in invenzione musicale. Una qualità che emerge con particolare evidenza nel Quintetto “La Trota”, tra le composizioni cameristiche più amate del musicista viennese, caratterizzata da una scrittura luminosa e da un dialogo naturale tra gli strumenti. Composto nel 1819 su commissione di Silvester Paumgartner, mecenate, violoncellista dilettante e direttore di una miniera a Steyr, nell’Alta Austria, il lavoro nacque per essere eseguito nell’ambiente musicale che si riuniva abitualmente nella casa del suo committente.

Il titolo deriva dal celebre Lied “La Trota”, che Schubert riprende nell’Andantino come tema di una serie di variazioni. La partitura si distingue per l’equilibrio tra pianoforte e archi, la ricchezza delle armonie e un carattere di cordiale conversazione musicale che restituisce tutta la freschezza dell’immaginazione schubertiana. Pubblicato postumo da Carl Czerny come op. 114, il quintetto è diventato uno dei simboli più riconoscibili della musica da camera dell’Ottocento. A seguire, sarà protagonista Johannes Brahms con il Quartetto per pianoforte in sol minore, composto nell’estate del 1861 e presentato per la prima volta ad Amburgo il 16 novembre dello stesso anno, con Clara Schumann al pianoforte. L’accoglienza iniziale fu positiva, anche se una successiva esecuzione a Vienna, con lo stesso Brahms alla tastiera, suscitò alcune riserve per il carattere ritenuto accademico della costruzione. Erano gli anni in cui il compositore si confrontava con una critica ancora divisa, prima di conquistare pienamente il riconoscimento che avrebbe accompagnato la sua opera. Di ampie proporzioni e ricco di elaborazione strumentale, il Quartetto op. 25 affida al pianoforte un ruolo di primo piano, senza rinunciare al dialogo contrappuntistico con gli archi. La versione proposta al Museo del Violino porta la firma di Arnold Schönberg, che nel 1937, durante il suo esilio in California, rielaborò la composizione anche in una spettacolare trascrizione per orchestra sinfonica, commissionata da Otto Klemperer. Nell’interpretazione dei cinque solisti, il confronto tra Schubert e Brahms offrirà così due diverse prospettive sulla musica da camera: da un lato la spontaneità melodica e la freschezza espressiva del primo, dall’altro la densità architettonica e la ricchezza del linguaggio brahmsiano, in un programma che valorizza tanto la varietà delle forme quanto le possibilità timbriche degli strumenti.

I biglietti per il concerto sono disponibili alla biglietteria del Museo del Violino, al numero 0372 080809, e online attraverso Vivaticket. I prezzi vanno da 25 a 30 euro, in base al settore, mentre è prevista una tariffa ridotta di 12 euro per gli studenti.

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