Cronaca

Treni, aumenti del 3,9%: i Giovani Democratici attaccano la Regione, “Cremona penalizzata”

Nel mirino anche il costo dell’abbonamento mensile “Io Viaggio Ovunque in Lombardia”, salito a 118 euro

La stazione di Cremona
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Biglietti e abbonamenti ferroviari più cari, ma senza un miglioramento adeguato del servizio. È la critica dei Giovani Democratici della Lombardia all’aumento del 3,9% delle tariffe di Trenord, entrato in vigore dal 1° settembre dopo la decisione della Giunta regionale. Una scelta contestata anche dai Giovani Democratici cremonesi, che denunciano da tempo le difficoltà dei pendolari della provincia, alle prese con ritardi frequenti, corse insufficienti e collegamenti limitati verso Milano e le altre città di riferimento. Secondo i GD, il rincaro si aggiunge agli aumenti degli ultimi anni e finisce per scaricare sui cittadini il peso dell’inflazione, senza che ai maggiori costi corrisponda un servizio più efficiente. Una situazione che, sostengono, penalizza soprattutto studenti e lavoratori che utilizzano quotidianamente il treno per raggiungere scuole, università e luoghi di lavoro.

“Ai cremonesi si chiede di pagare di più per un servizio che resta tra i peggiori della regione. Prima di toccare le tariffe, la Regione dovrebbe garantire tempi certi per la fine dei lavori e un vero potenziamento delle corse per il nostro territorio”, afferma Filippo Ghidini, della segreteria dei Giovani Democratici di Cremona. Tra le questioni sollevate c’è anche il raddoppio ferroviario sulla tratta Mantova-Milano, con lavori che, secondo i GD, proseguono da molto tempo senza che i benefici attesi siano ancora concretamente percepibili da chi viaggia ogni giorno. Ritardi, cancellazioni e disservizi continuano a pesare sulla quotidianità dei pendolari, mentre i costi degli spostamenti aumentano.

“È l’ennesimo costo lievitato che viene fatto pagare direttamente a chi ogni giorno prende un treno per andare a scuola, all’università o al lavoro”, dichiara Pietro Radaelli, segretario regionale dei Giovani Democratici della Lombardia. “La Regione aumenta le tariffe, ma i pendolari continuano a fare i conti con ritardi, cancellazioni e disservizi. Si chiede ai cittadini di pagare di più, ma prima o poi dovrebbero pensare a garantire loro un servizio decente. Non può essere sempre chi utilizza il trasporto pubblico a pagare il conto delle inefficienze del sistema”.Nel mirino del movimento giovanile c’è anche il costo degli abbonamenti e, più in generale, la mancanza di agevolazioni adeguate per studenti, giovani e famiglie con redditi più bassi. L’abbonamento “Io Viaggio Ovunque in Lombardia” raggiunge i 118 euro al mese, una cifra che, secondo i GD, può rappresentare un ostacolo significativo per chi studia o si affaccia al mondo del lavoro.

“Il trasporto pubblico dovrebbe essere uno strumento di uguaglianza e di mobilità sociale, non una spesa sempre più pesante per chi lo utilizza”, sottolinea Mattia Provani, responsabile Trasporti dei Giovani Democratici della Lombardia. “In Lombardia manca una politica seria per rendere il trasporto pubblico più accessibile a studenti, giovani e famiglie con redditi più bassi. E mentre altre Regioni sperimentano forme di sostegno sempre più incisive, qui continuiamo ad aumentare il costo degli abbonamenti”.

I Giovani Democratici evidenziano inoltre quella che considerano una contraddizione politica: nel gennaio scorso il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico che impegnava la Giunta e l’assessore ai Trasporti Franco Lucente a mantenere invariate le tariffe dei titoli di viaggio fino alla fine del 2027. Un impegno condiviso trasversalmente in Consiglio regionale che, secondo i GD, sarebbe stato disatteso dalla successiva decisione di aumentare i prezzi.

Critiche anche al richiamo, contenuto nella delibera regionale, ai risultati di un’indagine sulla soddisfazione degli utenti come elemento a sostegno dell’aumento tariffario. Per i Giovani Democratici, quei risultati andrebbero confrontati con l’esperienza quotidiana dei pendolari, che continuano a segnalare problemi e disservizi. Per raccogliere direttamente le opinioni di chi utilizza il servizio ferroviario, il responsabile regionale ai Trasporti Mattia Provani annuncia il lancio di un questionario anonimo rivolto ai pendolari lombardi, con domande sul livello di soddisfazione per il servizio offerto da Trenord. La mobilitazione, assicurano i Giovani Democratici, proseguirà anche dopo l’entrata in vigore delle nuove tariffe. “La nostra battaglia non finisce qui”, conclude Radaelli. “Continueremo a chiedere alla Regione di investire sul trasporto pubblico, di rendere gli abbonamenti più accessibili per giovani e famiglie e soprattutto di pretendere da Trenord un servizio all’altezza di chi ogni giorno lo paga e lo utilizza. Vogliamo una Lombardia nella quale prendere il treno per studiare o lavorare non sia una scelta di serie B e non diventi ogni anno più costoso”.

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