Cremona, inflazione al 3,1%: pesano i rincari di energia e carburanti
Abitazione, acqua, elettricità e gas segnano un aumento annuo del 10,8%, mentre i trasporti crescono del 7,6%. Più contenuti gli aumenti degli alimentari, ma ortaggi e pesce continuano a rincarare
L’autunno si apre con una nuova accelerazione dell’inflazione a Cremona. A settembre 2026 l’indice generale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra un aumento del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2025, in crescita rispetto al +2,5% rilevato ad agosto. Su base mensile, invece, la variazione resta ferma allo 0,0%, senza ulteriori incrementi complessivi rispetto al mese precedente. A spingere verso l’alto il costo della vita sono soprattutto le spese legate alla casa e all’energia, insieme ai carburanti. Il comparto Abitazione, acqua, elettricità e gas segna un incremento annuo del 10,8%, con rincari particolarmente marcati per i combustibili liquidi (+35%), il gas (+21%) e l’elettricità (+18,3%). Aumenti che si sommano a quelli dei servizi per la casa (+7%) e dei canoni di affitto (+3,1%), incidendo direttamente sui bilanci familiari.
Un’altra voce che contribuisce alla crescita dell’inflazione è quella dei trasporti, in aumento del 7,6% su base annua. A pesare sono soprattutto carburanti e lubrificanti, che registrano un rincaro del 28,1% rispetto a settembre 2025 e del 5,4% rispetto ad agosto. Il quadro presenta tuttavia alcune controtendenze: nel mese si rilevano diminuzioni stagionali per i biglietti aerei, in calo del 17,6%, e per quelli marittimi, che segnano una riduzione del 28,4%. Ribassi che non bastano, però, a compensare l’impatto del caro carburante sull’intero comparto. Più moderata la dinamica dei prodotti alimentari, che nel complesso registrano un aumento annuo dello 0,9%. All’interno del settore, tuttavia, le variazioni sono differenti: ortaggi e legumi aumentano del 7,8%, mentre il pesce segna un +3,1%. In controtendenza si muovono oli e grassi, in diminuzione del 5,5%, e la frutta, che registra un calo dell’1,8%.
Tra le altre voci del paniere, a settembre si segnalano aumenti per i servizi di protezione sociale, in crescita del 4,9% su base annua, e per i servizi di alloggio, che registrano un +4,2%. Più contenuto il rialzo di ristoranti e bar, pari all’1,5%. Restano invece sostanzialmente stabili alcuni comparti: la sanità segna una variazione del -0,5%, mentre l’abbigliamento registra un lieve aumento dello 0,3%. Il quadro complessivo restituisce dunque una dinamica dei prezzi sostenuta soprattutto dai costi energetici e dai carburanti, mentre gli alimentari mostrano un andamento più contenuto, pur con rincari significativi per alcuni prodotti. Per le famiglie cremonesi, la pressione si concentra soprattutto sulle spese difficilmente comprimibili, a partire da bollette, riscaldamento e mobilità.