Cronaca
Esternalizzazioni ospedale, PSI e M5S chiedono più risorse al servizio sanitario pubblico
Sul tema depositata in consiglio regionale una interrogazione di Nicola Di Marco (M5S) su sollecitazione del sindacato USB e della capogruppo in consiglio comunale Paola Tacchini
foto di repertorio
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La politica locale prende posizione in merito all’allarme lanciato dai medici del reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Cremona e dalla Cgil, a fronte al progetto di esternalizzazione del personale infermieristico e sociosanitario.
“La scelta di ricorrere alle cooperative per un servizio così delicato e cruciale non rappresenta una soluzione strutturale alla carenza di personale, ma rischia di compromettere la continuità assistenziale, la qualità delle cure e la sicurezza stessa dei pazienti”, afferma la segreteria territoriale di Cremona del Partito Socialista Italiano.
“La Medicina Interna accoglie quotidianamente persone in condizioni cliniche complesse e fragili e in questo contesto, l’esperienza, la stabilità del gruppo di lavoro e la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali di peggioramento di un paziente sono elementi indispensabili che si costruiscono solo nel tempo.
L’affidamento dei servizi a cooperative esterne comporta inevitabilmente un elevato turnover degli operatori, frammentando il lavoro di squadra e impoverendo quel patrimonio di competenze che è alla base della sicurezza sanitaria.
“Si ricorda che la tutela della salute è un diritto fondamentale e costituzionale e non può essere subordinata a logiche di risparmio o di esternalizzazione sistematica.
Il ricorso agli appalti privati e alle cooperative non fa che precarizzare il lavoro sanitario e indebolire il servizio pubblico.
“Il Partito Socialista Italiano sostiene da sempre che la risposta alla carenza di medici e infermieri non risieda nelle esternalizzazioni, ma in un’inversione di rotta chiara con investimenti diretti ed efficaci nel Sistema Sanitario Nazionale e Locale, con assunzioni di personale qualificato, con il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli stipendi per rendere attrattive le professioni sanitarie nei nostri ospedali pubblici.
Auspichiamo pertanto l’apertura di un confronto con i rappresentanti dei lavoratori per un consolidamento della sanità pubblica del nostro territorio”.

Sulla situazione degli ospedali di Cremona e Oglio Po è stata depositata anche una interrogazione in Consiglio regionale dal consigliere M5S Nicola Di Marco, a seguito delle sollecitazioni espresse lo scorso 22 settembre in un incontro con la capogruppo in consiglio comunale Paola Tacchini, il referente USB regionale Paolo di Stefano e il referente cremonese del sindacato Luca Erfini.
Nell’interrogazione vengono chieste delucidazioni rispetto a questa esternalizzazione e ad altre già in corso, quali quelle degli ospedali di Comunità di Soresina e Casalmaggiore e la Medicina dell’Oglio Po.
Viene poi chiesto “quali iniziative Regione Lombardia intenda adottare … per favorire il reclutamento stabile del personale, limitare il ricorso alle esternalizzazioni e garantire il pieno funzionamento degli ospedali di Comunità del territorio cremonese.” E se “l’ospedale di Cremona abbia predisposto un piano organico per il ricorso alle esternalizzazioni dei servizi sanitari e quali criteri, indirizzi regionali e analisi preliminari abbiano orientato tali decisioni con partilare riguardo alla valutazione del fabbisogno di personale”.
Chiesto inoltre l’attivazione di un tavolo con le organizzazioni al fine di approfondire le problematiche segnalate e individuare soluzioni organizzative e occupazionali strutturali”.
Chiesto inoltre l’attivazione di un tavolo con le organizzazioni al fine di approfondire le problematiche segnalate e individuare soluzioni organizzative e occupazionali strutturali”.
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