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Amianto e corruzione, indagati dirigenti 'Compagnia delle opere' Ancora nel mirino la discarica di Cappella Cantone

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Riesplode la questione della discarica di amianto in provincia di Cremona (a Cappella Cantone) e della corruzione attuata, secondo gli investigatori, per avere le concessioni. La Guardia di Finanza di Milano ha dato esecuzione nelle scorse ore a un decreto di perquisizione locale e personale presso gli uffici di due società in provincia di Bergamo e presso gli uffici di due soggetti.

AGGIORNAMENTO – L’INDAGINE E LE PERQUISIZIONI

I due sono Rossano Breno e Luigi Brambilla, rispettivamente presidente e vicepresidente della Compagnia delle opere di Bergamo, associazione vicina a Comunione e liberazione, ora indagati dalla Procura di Milano per corruzione. La vicenda su cui si stanno raccogliendo elementi investigativi è, come detto, il rilascio dell’autorizzazione per l’apertura della discarica in territorio cremonese, stando al quadro dell’inchiesta al centro di episodi di corruzione. Nello specifico, i nuovi indagati avrebbero utilizzato gli uffici delle proprie società “per stringere accordi criminosi con un imprenditore e per formare documentazione idonea a giustificare i pagamenti corruttivi”. Dall’imprenditore, ovvero Pierluca Locatelli (colui che avrebbe guadagnato costruendo la discarica di amianto) avrebbero incassato soldi per centinaia di migliaia di euro e altre ‘utilità’, come lavori gratis per una scuola di Cl nel Bergamasco. Il tutto nell’ambito di un presunto accordo (nel quale rientrano tutti gli episodi corruttivi dell’indagine) finalizzato a ottenere l’autorizzazione per Cappella Cantone attraverso contatti e influenze. L’attività della Guardia di finanza è svolta su delega del Dott. Alfredo Robledo, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Milano, e dei Sostituti Procuratori dott. Paolo Filippini e Antonio D’Alessio. Dai magistrati milanesi accertamenti sulla delibera approvata il 20 aprile 2011 ”su proposta del presidente Roberto Formigoni” con la quale si dava il via libera alla realizzazione della discarica. Polemiche erano nate dall’assenza del documento nel bollettino ufficiale della Regione.

L’INCHIESTA E I PRECEDENTI ARRESTI

Si tratta di un nuovo sviluppo dell’inchiesta che aveva portato a diversi arresti, tra cui quello dell’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, accusato di aver pagato una tangente all’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (anche lui era finito in carcere) per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione della discarica ‘cremonese’.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • MARIO

    Forza Procure e GDF : fateci sognare…………..!!!

  • PULIZIA

    Evviva CL, Evviva il PDL!
    Da Comunione e lottizzazione al Partito dei Ladri.
    Dalle mazzette alla ‘ndrangheta!

  • Angelico

    Non mi meraviglierei proprio se lo sviluppo di queste indagini dovesse portare ad indagare anche qualcuno di casa nostra. Magistratura e Finanza, avanti così, fate pulizia.

    • MARIO

      perchè meravigliarsi………….!?

      • Angelico

        Appunto, non ci sarebbe da meravigliarsi proprio con quello che sta accadendo…..

  • Gino

    se alle prossime elezioni lo prendono nel comò bisognera’ istituire un assessorato all’epurazione!

    • MARIO

      BASTA il DDT ( difenil dimetil tricloro etano )…………..!

  • giovanni

    Certo che è una bella lotta tra C.L. e PDL. Non si sa quale sia il peggiore. Tutte due congreghe di affaristi dove si fa a gara per essere il peggiore.

  • MARIO

    Ma ora chi li scaccerà dal tempio……..?

  • TUTTI EGUALI
    non solo davanti alla legge, anche ai giornali. Se si sfiora un Penati, eventualmente è stato lui, il partito da perfetto corleonese non sacciva nulla. Un Cl è colpevole senz’altro, senza perdere tempo in processi: la certezza? se non basta esser di Cl, arriva in soccorso la Compagnia delle Opere…………

    Cremona 17 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • roberto

      grazie flaminio

    • MARIO

      è in buona compagnia…….!!

    • italiana

      Ma non difenda l’indifendibile, per cortesia!

      • MARIO

        ci prova….vuole convincere se stesso e prova a convincere gli altri……ma il difetto sta nel manico…e all’origine delle scelte.

  • roberto

    «Sono sereno e lontano da qualunque accusa di corruzione. Locatelli? Certo che lo conosco, come nostro associato. Nicoli Cristiani? Mai avuto rapporti con lui». Raggiungiamo il presidente della Compagnia delle opere di Bergamo, Rossano Breno, al telefono proprio mentre i militari della Guardia di Finanza di Milano stanno effettuando una perquisizione nel suo ufficio alla Mediberg, società di apparecchiature mediche di cui è titolare e che ha sede a Calcinate.

    Gli investigatori hanno acquisito i dati contenuti nel suo pc. Per i pm milanesi anche Breno sarebbe coinvolto in presunte tangenti che l’imprenditore Pierluca Locatelli avrebbe versato nel tentativo di agevolare in Regione l’iter autorizzativo per una discarica di amianto a Cappella Cantone, nel Cremonese.

    Presidente Breno, qual è la sua replica alle accuse di corruzione che le vengono mosse?
    «Sono molto sereno, ho una vita lieta e completa, per me parla il mio impegno nelle opere educative e di carità. Ritengo che queste siano accuse ingiuste e mi auguro che presto vengano ricostruiti i fatti con la massima trasparenza, perché non ho nulla da nascondere».

    Secondo l’accusa, lei avrebbe stretto «accordi criminosi» con Locatelli.
    «Sono assolutamente lontano da qualunque ipotesi di corruzione e sono a completa disposizione delle autorità che indagano. Anzi, ben venga l’indagine, servirà a fare chiarezza».

    Conosce Locatelli? Quando l’imprenditore fu intercettato, al telefono fece il suo nome.
    «Certo, conosco Locatelli da molto tempo, così come il valore dei suoi dipendenti, sperimentato anche in occasione di ampliamenti della nostra impresa. Non disconosco certo ora il nostro rapporto e non l’ho mai disconosciuto».

    «Mai in nessun modo ho conosciuto invece Nicoli Cristiani, se non dagli articoli che ho letto sui giornali, e non ho mai avuto rapporti con lui».
    Tratto dall’eco di Bergamo

    Ecco….prima di emettere una sentenza, bisogna dare il diritto alla difesa…….poi chi sbaglia paga

    • CIELLE?NO GRAZIE!

      L’imprenditore Locatelli: «Ho dato un milione alla Compagnia delle Opere»

      «Ho pagato la Compagnia delle Opere e l’ho fatto perché l’autorizzazione per la discarica era un atto dovuto». Lo ha detto in un interrogatorio Pierluca Locatelli, l’imprenditore indagato per corruzioneassieme agli ex vertici della Compagnia delle Opere (Cdo) di Bergamo nell’inchiesta milanese che tra gli altri aveva portato in carcere l’ex vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiani. Sono spuntate ieri le nuove accuse alla giunta lombarda guidata da Roberto Formigoni con l’ipotesi di appalti e favori alla Compagnia delle opere. L’imprenditore ha inoltre affermato che i lavori per la scuola di Bergamo legata a Cdo erano costati un milione.

      Nell’inchiesta della procura di Milano, che vede tra gli indagati anche politici e funzionari della Regione Lombardia sui cui nomi gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, l’imprenditore Locatelli è stato sentito diverse volte a verbale. In un interrogatorio dello scorso gennaio, in particolare, l’imprenditore bergamasco avrebbe parlato del suo rapporto con Rossano Breno, l’ormai ex presidente della Compagnia delle Opere bergamasca e della vicenda dei lavori da lui svolti gratuitamente per la scuola dell’Imiberg. Locatelli ha spiegato agli inquirenti di avere «pagato» la Compagnia delle Opere e ha aggiunto però, in sostanza, di avere versato soldi per avere l’autorizzazione regionale ad aprire la discarica di amianto che, a suo dire, era «un atto dovuto». Quell’autorizzazione, ha precisato, «mi era dovuta» e secondo lui l’atto della Giunta era quindi «legittimo». Locatelli, da quanto si è saputo, ha raccontato ai pm di aver fatto lavori gratis per la scuola bergamasca per circa un milione di euro, anche se dalle prime verifiche degli investigatori i lavori avrebbero un valore di circa la metà.

      Secondo le indagini, inoltre, Locatelli avrebbe pagato una mazzetta da 210 mila euro in totale a Breno e all’ex vicepresidente della Cdo bergamasca Luigi Brambilla: 25 mila euro in contanti e 185 mila euro attraverso finte consulenze. Si ipotizza che Locatelli dunque abbia dovuto da una parte versare una mazzetta da 100 mila euro a Franco Nicoli Cristiani, ex assessore del Pdl, e dall’altra dare soldi a esponenti della Cdo, poichè alcuni funzionari della Regione sono legati proprio alla compagnia delle opere. Il tutto per ottenere la delibera di giunta per l’ok all’apertura della discarica.

      da IL MESSAGGERO

      Lo dice lo stesso Locatelli. Vedremo

    • Gino

      è ancora in commercio il ddt?

      • MARIO

        NO…. ma se dovesse servire…la formula è nota.