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Scontri black bloc-forze dell'ordine Danni alla caserma della polizia locale Conta delle conseguenze La manifestazione e le violenze minuto per minuto

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A cura di Michele Ferro e Laura Bosio

 

AGGIORNAMENTO ORE 21,15 (ULTIMO DOPO IL QUALE RIPRENDE LA PUBBLICAZIONE DI ARTICOLI) – La situazione è tornata alla normalità. Prosegue la conta dei danni. Non risultano al momento esserci fermati.

AGGIORNAMENTO ORE 20,40 – La situazione sta tornando sotto controllo. Le notizie sono ancora frammentarie ma sembra ci siano alcuni fermati e che buona parte del gruppo di facinorosi sia arrivato da Roma.

AGGIORNAMENTO ORE 20,25 – Ecco la dichiarazione del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti dopo le violenze: “Eravamo con l’Unità di crisi del Comune di Cremona alla centrale operativa della polizia locale quando vigliacchi delinquenti hanno portato un attacco al comando, dopo aver riversato la loro violenza stupida in altri luoghi della nostra città e aver riempito di fumo di odio le case dei nostri cittadini, parenti e amici. Nessuno, ribadiamo nessuno, ha permesso questo corteo pieno di violenza. L’autorizzazione di tale manifestazione non rientra giuridicamente tra le competenze del Comune di Cremona. Ciò che abbiamo potuto fare è stato, in accordo totale con le altre istituzioni e le forze dell’ordine, lavorare per limitare il più possibile i danni. Ringraziamo il questore, il prefetto, i comandanti di carabinieri e einanza, il nostro comandante della polizia locale e tutti gli agenti e i militari che con alta competenza ed enorme spirito di servizio hanno svolto oggi un grandissimo e faticosissimo lavoro. La risposta sarà immediata, durissima e i colpevoli dovranno assumersi le proprie responsabilità. Ora pensiamo a risolvere i danni provocati e soprattutto riprendiamo con forza il cammino intrapreso per il rilancio della città. Avvoltoi e sciacalli smettano in questo momento di speculare e, come abbiamo fatto noi, giorno e notte negli ultimi giorni, e anche oggi, accanto alle istituzioni democratiche e alle forze dell’ordine della città rimettiamoci tutti insieme a lavorare per un città democratica, città della pace”.

AGGIORNAMENTO ORE 20,10 – Un comunicato è stato diramato dal Pd: “Una manifestazione di solidarietà ad una persona vittima di violenza si è trasformata in violenza premeditata, ai danni di noi tutti, soprattutto alle cittadine e ai cittadini direttamente e involontariamente coinvolti. Il Pd di Cremona condanna con forza anche queste violenze e i suoi responsabili. Seguiamo con apprensione quanto sta avvenendo in queste ore ed esprimiamo solidarietà alle forze dell’ordine e all’Amministrazione comunale che stanno lavorando per arginare la guerriglia urbana. Quanto sta accadendo è solo violenza”. La nota è firmata da Roberto Galletti (segretario cittadino del Pd di Cremona) e Matteo Piloni (segretario provinciale del Pd di Cremona).

AGGIORNAMENTO ORE 19,50 – Danni alla caserma della polizia locale di piazza Libertà, alla UniCredit di viale Trento e Trieste, alla Banca di Piacenza di via Dante e a varie vetrine della zona.

AGGIORNAMENTO ORE 19,45 – I facinorosi sembra abbiano tentato di assaltare la caserma della polizia locale di piazza Libertà. Un comunicato è stato diramato da Sel: “Oggi a Cremona la Manifestazione nazionale antifascista che era partita come un vasto corteo pacifico alla cui testa vi erano padri e madri tra i quali la moglie di Emilio Visigalli e Adelmo Cervi, è stato rovinato da 150 violenti, che con modalità squadriste si sono impossessati della testa del corteo scacciando i cittadini che erano li per manifestare pacificamente e scatenando una guerriglia urbana inaccettabile. Questa azione ha causato la fine della manifestazione e l’allontanamento di tutti gli altri partecipanti. Facciamo appello alle forze dell’ordine affinché individuino e puniscano gli autori di questa violenza, che nulla centra con la volontà della città di Cremona di manifestare il proprio no al fascismo e la propria solidarietà ad Emilio Visigalli, gravemente ferito dai militanti di Casa Pound domenica 18 gennaio”.

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 19,20 – I giornalisti più vicini alla zona degli scontri hanno potuto lasciare la caserma dei carabinieri di viale Trento e Trieste in cui erano stati fatti entrare per motivi di sicurezza. I facinorosi sembra siano un centinaio.

AGGIORNAMENTO ORE 19 – I giornalisti più vicini alla zona degli scontri sono stati fatti entrare nella caserma dei carabinieri di viale Trento e Trieste per motivi di sicurezza. Si temono ulteriori contatti tra forze dell’ordine e facinorosi.

AGGIORNAMENTO ORE 18,50 – Registrata altra ondata di violenza: lancio di oggetti  da via Dante all’altezza di via Stauffer. Avvistati soggetti armati con oggetti acuminati.

AGGIORNAMENTO ORE 18,35 – Continuano i boati nella zona di viale Trento e Trieste. Avvistati carabinieri con estintori e fiamme per strada (non è chiaro cosa stia bruciando). Buona parte del corteo, quella tranquilla, si è allontanata.

AGGIORNAMENTO ORE 18,15 – Continuano gli scontri. Parte del gruppo di facinorosi sembra voglia cercare di arrivare alla stazione. Forze dell’ordine impegnate costantemente.

AGGIORNAMENTO ORE 18 – Continuano gli scontri. Attacchi dei facinorosi da entrambi i lati di viale Trento e Trieste. Guerriglia urbana.

AGGIORNAMENTO ORE 17,36 – Barriere della polizia in viale Trento e Trieste. I facinorosi stavano cercando di non rispettare il percorso del corteo per arrivare probabilmente fino all’altezza di via Geromini, dove si trovava la sede di Casa Pound. Lancio di oggetti, bombe carta e lacrimogeni. Tensione altissima.

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 17,30 – Continuano gli scontri in viale Trento e Trieste. Strada invasa dal fumo dei lacrimogeni. Elicottero della polizia in volo sulla zona.

AGGIORNAMENTO ORE 17,26 – In volo un elicottero della polizia sul centro.

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 17,20 – Scontro con la polizia in viale Trento e Trieste all’altezza del parco del Vecchio Passeggio. Lancio di sassi. La polizia risponde con i lacrimogeni.

AGGIORNAMENTO ORE 17,18 – Scontro tra gruppo di facinorosi e polizia in viale Trento e Trieste.

AGGIORNAMENTO ORE 17,15 – Corteo verso il centro. Fumogeni. Rimosso lo striscione. Avvistati uomini con caschi e bastoni tra i partecipanti. Per ora, però, tutto tranquillo.

Pontiggia e Galletti (Pd) fanno sapere: “Non stiamo partecipando alla manifestazione. Abbiamo portato un saluto alle forze democratiche”.

AGGIORNAMENTO ORE 17 – Corteo in viale Trento e Trieste. Cori contro Casa Pound. Circa in 2500. 22 i pullman arrivati, 500 persone giunte in treno, 200 le automobili. Più di 300 persone da Milano.

AGGIORNAMENTO ORE 16,30 – Corteo partito. Familiari di Emilio, il 50enne ferito, in prima fila.

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 16,15 – Quasi 2mila persone davanti al Dordoni. Corteo non ancora partito.

Foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 16 – Delegazioni anche da Spagna, Turchia, Francia, Germania Inghilterra. Tra gli esponenti della politica presenti: Giorgio Cremaschi (ex dirigente Fiom-Cgil), Roberto Galletti (coordinatore cittadino del Pd), Francesca Pontiggia (consigliere comunale del Pd), Celestina Villa (segretaria di Rifondazione), Filippo Bonali (consigliere comunale di Sinistra per Cremona), Gabriele Piazzoni (coordinatore provinciale di Sel). Corteo non ancora partito. (VEDI AGGIORNAMENTO DELLE 17,15 – PONTIGGIA E GALLETTI: “Non stiamo partecipando alla manifestazione. Abbiamo portato un saluto alle forze democratiche”).

AGGIORNAMENTO ORE 15,45 – Dichiarazioni dell’onorevole Franco Bordo (Sel), presente alla manifestazione: “Ritengo che sia una giornata molto importante. In questi anni troppo spazio a organizzazioni di tipo fascista, tanto che si sono presentati anche alle elezioni. Corteo si svolga in modo democratico e nel rispetto della città. Chiusura Casa Pound, bel risultato politico”. Corteo non ancora partito.

AGGIORNAMENTO ORE 15,30 – Più di mille persone davanti al centro sociale Dordoni. Corteo non ancora partito.

AGGIORNAMENTO ORE 15,15 – Città blindata, centro deserto e negozi chiusi. Il corteo dei centri sociali non è ancora partito da via Mantova.

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